di Francesco Dondi
Gazzetta di Modena, 19 dicembre 2020
Tanti progetti per gli internati che curano anche un servizio di call center Prosegue l'attività agricola nell'azienda di 22 ettari. In arrivo le bottiglie di vino. Il lavoro che nobilita e offre uno strumento di riscossa; il lavoro come mezzo per sognare qualcosa di diverso e migliore; il lavoro come attività socialmente utile e capace di occupare quel tempo che in un carcere scorre ancora più lento. Da alcuni mesi la casa di reclusione di Castelfranco, diretta da Maria Martone, ha inserito una serie di progetti occupazionali che stanno germogliando.
È infatti iniziata l'attività di produzione delle ostie gestita dalla cooperativa sociale Giorni Nuovi con il finanziamento della Curia di Bologna, destinato principalmente all'acquisto dei macchinari necessari per il funzionamento del laboratorio produttivo. Un unicum nel suo genere, ma che dà la portata della voglia di innovare ed esplorare nuovi orizzonti. La convenzione sottoscritta con la cooperativa prevede sia la fase di produzione delle ostie che quella della commercializzazione all'esterno. In questo primo momento di avviamento sono stati assunti due internati scelti dall'equipè in base alla loro idoneità e alla loro capacità lavorativa, con possibilità di incremento del numero dei lavoratori. Anche il processo di confezionamento delle ostie in sacchetti recanti il logo della Casa di reclusione di Castelfranco (una stella che ricalca la topografia settecentesca della struttura) è gestito all'interno del carcere.
Il panorama produttivo dei detenuti si è ulteriormente diversificato con l'avvio dell'attività di call center promossa ed organizzata da Icall Work Calls You. Il progetto ha assicurato la formazione e l'assunzione di internati come operai telefonici OUT Bound ed è realizzato in modo da garantire le esigenze di sicurezza. Gli addetti prendono posto nella sala opportunamente attrezzata e interagiscono con il mondo esterno, garantendo professionalità e attenzione.
Il call center diventa quindi una plastica dimostrazione di come sia possibile investire economicamente in carcere, con imprese che affiancano le finalità di profitto produttivo con il valore aggiunto dell'attenzione al sociale e al percorso di recupero dei detenuti.
Non manca poi una speciale dedizione alla lavanderia industriale gestita dalla cooperativa sociale "L'angolo" in cui attualmente lavorano due detenuti e un internato. L'attività eroga il servizio di lavaggio delle lenzuola anche per la casa circondariale di Modena, mentre è ormai storico il percorso sui 22 ettari di azienda agricola, composta da serre, stalla, apiario e vigneto. Vi lavorano anche persone provenienti da altri istituti penitenziari e tutti godono di una graduale autonomia di movimento nel perimetro della campagna.
Per garantire, altresì, una maggiore professionalità qualificata, sono stati organizzati corsi professionali mirati in viticoltura e orticoltura, orticoltura base e scelte d'impianto e potatura per una viticoltura di qualità, conduzione delle macchine agricole e apicolture di base visto che l'azienda produce anche quantitativi significativi di miele che viene venduto all'esterno. Ma i prodotti della terra finiscono anche sulle tavole dei castelfranchesi grazie alla possibilità concessa dal Comune che accoglie detenuti e internati con il loro banchetto nei vari mercati settimanali, senza scordare lo spaccio aziendale diventato un punto vendita stabile per i clienti. E per finire sono in arrivo le bottiglie di vino con uve nate dal vigneto interno.











