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di Melania Tanteri

livesicilia.it, 11 gennaio 2026

Una seconda possibilità. Un’occasione per riscattarsi, nella sostanza oltre che nella forma, mettendosi al servizio della comunità. L’Arcidiocesi di Catania e l’Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna (Udepe) del capoluogo etneo hanno firmato l’”Accordo di collaborazione per attività di volontariato a valenza riparativa e percorsi di reinserimento lavorativo”. Un’altra opportunità per gli autori di reato maggiorenni in attesa di giudizio o condannati. Che desiderano riconnettersi alla vita sociale e comunitaria attraverso percorsi di volontariato finalizzati ad attivare pratiche riparatorie rispetto ai danni causati alla collettività.

Un accordo - ha spiegato l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna - per seguire una delle strade migliori, forse la più efficace, per far sì che non ci siano recidivi. Dare questa opportunità, che è una goccia nel mare, significa mettere in atto la vera idea di giustizia che rispecchia la Costituzione, perché la pena deve essere rieducativa. È un’idea di pena che trova nella visione cristiana naturalmente le sue profonde ragioni”.

A presentare il documento, oltre all’arcivescovo, la direttrice dell’Udepe, dott.ssa Maria Pia Fontana, che ha parlato di “una grande opportunità di riscatto. Per rieducare chi ha commesso un reato, porre limiti e divieti non basta - ha sottolineato. È necessario far sperimentare identità e comportamenti alternativi e solidali per riscattare i danni provocati (a sé e agli altri) attraverso azioni riparatorie e occorre favorire i processi di inclusione”. Fontana ha puntato poi i riflettori sulla criminalità nostrana che, in prevalenza, “affonda le radici in una marginalità sociale - ha aggiunto. Investire in inclusione è una scelta strategica”.