di Giuseppe Bonaccorsi
Il Dubbio, 22 maggio 2025
Undicimila euro a titolo di risarcimento a un ex detenuto catanese che ha scontato la pena nella casa circondariale di Augusta, in provincia di Siracusa. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Catania, (presidente Carlo Cannella, Alessandro Dagnino, Valentina Monaco Crea, Salvatore Capizzi), nei confronti di un uomo di 57 anni che è stato recluso dal 13 febbraio del 2019 al 23 novembre del 2023. L’ex carcerato, (come scrive il sito catanese Iene Sicule) durante la sua detenzione aveva chiesto, attraverso il suo legale, l’avv. Alfio Grasso del Foro di Catania, la riduzione della pena, avanzata in considerazione delle condizioni di sovraffollamento, dell’insalubrità delle celle e dei bagni e della mancanza di riscaldamento e di acqua calda, richiedendo la riduzione della pena che era stata, però, rigettata.
Nel successivo reclamo proposto dal legale il 22 novembre del 2024, a detenzione già conclusa, l’ex carcerato aveva contestato le conclusioni del giudice evidenziando - si legge nel provvedimento del Tribunale di sorveglianza - “come in realtà le metrature della cella non rispettavano i livelli minimi previsti dall’articolo 35 ter e dalla giurisprudenza del CEDU, ed inoltre non erano stati tenuti nella debita considerazione gli allegati dell’originario reclamo, con particolare riferimento al documento presentato dai detenuti già nel dicembre 2019, in merito alle carenze relative all’acqua calda, al riscaldamento ed al vitto riservato ai detenuti, oltre che all’insalubrità dei locali”.
Il Tribunale, nel provvedimento rileva inoltre che “il reclamo sia in parte meritevole di accoglimento... Considerando le dimensioni della cella, detratto lo spazio occupato per ciascun detenuto dagli arredi fissi e dai letti, risulta evidente che il detenuto abbia avuto a disposizione uno spazio inferiore a 3m quadri...”. L’accoglimento in parte del reclamo si riferisce ad alcuni periodi di detenzione dell’ex carcerato in cui sono state rilevate le violazioni, mentre nei restanti anni di detenzione l’uomo ha potuto usufruire nella cella di uno spazio superiore a 5 metri quadri e, inoltre, di acqua calda e riscaldamento. “Prive di riscontro - rileva inoltre il Tribunale - sono le lamentazioni in ordine alla non adeguata salubrità degli ambienti, mentre dalla relazione comportamentale risulta che lo stesso ha potuto accedere ad attività sportive, corso di alfabetizzazione e ad un corso cognitivo comportamentale”.
Per queste motivazioni il tribunale riconosce il risarcimento all’ex detenuto per violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. “In buona sostanza - dichiara l’avv. Alfio Grasso - la sentenza sancisce l’assoluta legittimità del detenuto ad avere condizioni di vita carceraria dignitose. In particolare il penitenziario di Augusta è in condizioni vergognose, per il sovraffollamento, la mancanza del personale e per l’assenza di servizi”.











