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La Sicilia, 13 maggio 2026

Un momento di confronto dedicato al ruolo della scuola negli istituti penitenziari e alle sinergie tra istituzioni e territorio. Il convegno dal titolo “L’istruzione, ponte alla vita: le case detentive si aprono alla città” si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i dieci anni di attività del Cpia Catania 1. “Siamo radicalmente presenti nel territorio e forniamo un importante servizio a stranieri e italiani con una scuola che opera ogni giorno per costruire percorsi di consapevolezza, cambiamento e reinserimento sociale - spiega Antonietta Panarello, dirigente scolastica del Centro provinciale di istruzione per gli adulti di Catania e del Calatino. Iniziative come queste hanno un valore enorme in una società che spesso etichetta e allontana”.

Alla presenza dell’arcivescovo Renna, il convegno ha visto saluti istituzionali e interventi tematici con collegamenti online delle Case Circondariali di Piazza Lanza, Bicocca, l’ipm e la sede di Caltagirone. “L’attenzione della Chiesa alle realtà detentive è alta - ha detto Renna - perché si tratta di prendersi cura di alcuni fratelli e di sopperire lì dove anche lo Stato non riesce ad arrivare. L’importante è fare squadra perché il valore rieducativo della pena vuole reintegrare le persone in quella società dai cui volontariamente si sono messi fuori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessora comunale ai Servizi sociali Serena Spoto. “Il diritto allo studio è un principio fondamentale perché garantito anche dalla nostra Costituzione: dobbiamo tendere, quindi, alla rieducazione dei detenuti continuando questo percorso all’interno delle mura carcerarie”. Si sono poi registrati gli interventi del docente Cpia Catania 1 Salvatore Scupolito su “Didattica disconnessa: una scuola diversa”; del professore Carlo Colloca (Dsps, Unict), delegato del rettore all’osservatorio per la prevenzione della povertà educativa e della devianza minorile su “Gli effetti delle povertà educative: dai comportamenti antisociali all’agire criminale”; e del professore Alfio Pennisi su “Ruolo delle associazioni di volontariato come chiave per il reinserimento sociale”.

Il garante regionale dei diritti dei detenuti, l’avvocato Antonino De Lisi, ha ribadito che “convegni e appuntamenti come questo sono di un’importanza estrema. Molto spesso noi che viviamo al di fuori delle mura non conosciamo la realtà che c’è nelle istituzioni carcerarie. Ecco perché è importante che i giovani conoscano questi contesti e vengano educati ad interagire con un mondo che vuole reinserirsi nella società di oggi”.

È poi intervenuta la dirigente del Ministero della Giustizia, referente Ipm Bicocca Catania e referente Casa Circondariale di Caltagirone, Giorgia Gruttadauria, che si è focalizzata su “Il carcere come luogo da cui si può ricominciare: sinergia tra scuola, istituzioni e territorio”. Infine sono state ascoltate le testimonianze, dal vivo e online, e sono stati applauditi i ragazzi premiati, con coppe e regali grazie al Ddg 800 della Regione Siciliana, e tutti i partecipanti del concorso letterario “Il mio percorso nel mondo”, dedicato alle esperienze e ai percorsi di vita degli studenti.