La Sicilia, 15 aprile 2021
Così si garantisce un futuro a detenuti ed ex reclusi Vede la luce il protocollo d'intesa che attiva il "Work Center" e che è stato sottoscritto fra il direttore della casa circondariale di piazza Lanza, Elisabetta Zito, il direttore reggente dell'Udepe (Ufficio distrettuale esecuzione penale esterna) di Catania, Antonio Gelardi, e l'Agenzia Lavoro Sicilia Apimic, diretta da Santo Milici.
Lo sportello in questione, perché di questo si tratta, si occuperà di redigere curriculum vitae e bilancio di competenze; ricercare un lavoro e quindi un'alternativa alla popolazione detenuta ed ex-detenuta; fornire ai reclusi la possibilità di apprendere un'attività lavorativa (tirocini, etc.); garantire informazione e formazione per la creazione di imprese e attività formative; informare e sensibilizzare le aziende e piccole medie e imprese degli sgravi fiscali previsti per le assunzioni. L'iniziativa, in particolar modo, intende tutelare il diritto al lavoro dei detenuti e coloro i quali sono sottoposti a misure cautelari con particolare attenzione al mondo femminile.
Il lavoro, del resto, è fondamentale come mezzo di risocializzazione, oltre che come fonte di sostegno lecito: rappresenta un forte punto di partenza per un detenuto ed ex-detenuto, che laddove fallisce nella ricerca viene a trovarsi nella condizione di commettere nuovi reati.
II Work Center intende colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro per un efficace reinserimento in società dei detenuti. Allo stesso tempo, gli utenti potranno contare sul sostegno degli educatori ed orientatori nella redazione dei curriculum e nella ricerca dell'attività lavorativa più idonea. Da parte delle aziende invece, i vantaggi risiedono nella possibilità di formare direttamente i potenziali dipendenti e di beneficiare di sgravi fiscali non indifferenti.
In tal modo, si ridurrebbero i tempi di ricerca all'esterno del carcere e il rischio di reiterazione di azioni illegali. In particolar modo, sono stati individuati alcuni settori che soffrono particolarmente la carenza di domanda di lavoro. La cultura al lavoro è leva fondamentale per la riabilitazione di persone detenute, e va sostenuta con iniziative a diversi livelli: in primo luogo fornendo informazioni, quindi coinvolgendolo nella riprogettazione del sé in un'ottica della legalità. Lo Sportello è il primo "caso" nelle aree del Mezzogiorno.
II progetto, interamente autofinanziato dall'Associazione no-profit Apimic, è stata fortemente seguito da Giuseppe Avelli (Casa Circondariale) e Barbara Murabito (Udepe Catania) Per contattare il Work center si può scrivere ad











