di Gualtiero Parisi
La Sicilia, 15 novembre 2024
L’associazione del Terzo settore “sponda” del progetto finanziato dall’Università di Catania. Un progetto innovativo, che intende costruire un ponte fra il mondo carcerario e quello del lavoro, attraverso un percorso che coinvolgerà le forze produttive e gli stessi detenuti. Lo ha finanziato l’Università di Catania, attraverso un bando del PNRR, e lo porterà avanti l’associazione del terzo settore, Seconda Chance fondata nel 2022 con grande passione dalla giornalista di La7, Flavia Filippi, e che in questi anni è riuscita a portare oltre trecento proposte di lavoro concrete ad altrettante persone che hanno potuto reinserirsi nella nostra società.
Il Progetto “PriTJP - Prison training for job placement” sarà presentato il prossimo 22 novembre presso l’aula magna del Palazzo delle Scienze, in Corso Italia, alle 10.30, nell’ambito di un convegno sul tema: “Oltre le sbarre: metamorfosi e inclusione. Lavoro, rinascita e dignità nelle carceri”. A fare gli onori di casa ci sarà il professor Marco Romano, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese, insieme al collega Roberto Cellini, Direttore del Dipartimento di Economia e Impresa, entrambi responsabili del piano “Growing Resilient, INclusive and Sustainable” - GRINS, finanziato dalla Comunità Europea. Al convegno parteciperà anche il direttore Antonello Piraneo de “La Sicilia”, sempre attenta a queste problematiche. Del progetto di Seconda Chance parlerà Maurizio Nicita, responsabile regionale dell’associazione del terzo settore, nonché coordinatore di PriTJP. Approfondiranno le tematiche: la dottoressa Giuseppina Maria Irrera, Direttore Ufficio Detenuti e Trattamento Provveditorato Sicilia; il professor Bruno Antonio Pansera, Associato di Metodi Matematici dell’Economia e delle Scienze Attuariali e Finanziarie dell’Università di Reggio Calabria, nonché responsabile Scientifico del progetto “PriTJP”; e la dottoressa Gabriella Stramaccioni, del Segretariato Cnel per l’Inclusione delle Persone Private della Libertà.
Entrando nello specifico il progetto si propone di indagare la realtà del contesto carcerario meridionale, e nello specifico delle regioni Sicilia, Calabria e Campania e raccogliere le buone pratiche promosse in questi anni in ambito carcerario a favore dei giovani detenuti, per progettare iniziative di formazione che possano sostenerli nel percorso di fuoriuscita e reinserimento sociale, attraverso proposte formative all’interno e all’esterno delle mura carcerarie, e anche con offerte di lavoro all’esterno. Saranno raccolti dati statistici sulla popolazione carceraria idonea, buone pratiche di formazione realizzate nelle istituzioni carcerarie e linee guida per proporre una migliore attività formativa.
Si partirà dunque dalla acquisizione di dati statistici per fotografare la situazione in essere nelle carceri, per poi incontrare anche le imprese e conoscere le loro reali necessità in termini di figure lavorative e possibilità di creazione di microimprese. In questo modo la formazione diventerà efficace e finalizzata perché orientata verso un obiettivo chiaro: l’assunzione o la creazione di impresa. Spiega Marco Romano, promotore e curatore del progetto Grins: “E’ importante porre l’attenzione su GRINS, che significa crescita in un ambiente resiliente, inclusivo e sostenibile. Accendere le luci sui soggetti svantaggiati, in questo caso i carcerati, nella consapevolezza che l’inclusione sociale si costruisce se si acquisisce una conoscenza del fenomeno e si adottano modi di interventi specifici. In particolare, in termini di educazione all’imprenditorialità e valorizzazione delle competenze già esistenti”.
Il responsabile scientifico del progetto, professor Bruno Antonio Pansera, ci tiene a sottolineare: “Ho aderito subito con entusiasmo alla proposta di Seconda Chance perché è innovativa e consentirà di costruire un progetto pilota utile per l’Università di Catania, che patrocina, ma per tutti coloro che potranno così vedere in una luce nuova la realtà carceraria, come una risorsa”. Il professore si avvarrà della collaborazione di pedagogisti, psicologi, sociologi e altri esperti nel settore. L’altra novità ce la racconta il coordinatore di Seconda Chance Sicilia, Maurizio Nicita: “Coerenti con la missione della nostra associazione, per la realizzazione del progetto saranno assunti, con regolari contratti, anche due detenuti che così in qualche modo “accelereranno” il loro reinserimento sociale. Sarà una sorpresa per molti ascoltare le loro voci “da dentro” e rendersi conto di una realtà dietro le sbarre che merita rispetto e soprattutto dignità, proprio quella che dà il lavoro. Inoltre, al convegno saranno presenti rappresentanti delle forze imprenditoriali e dell’associazionismo. Perché solo se si fa rete si riescono ad affrontare efficacemente certe problematiche sociali. Serve dare speranza a chi vuol rialzare la testa. E una società civile si misura anche dalla capacità di reinserimento di chi ha sbagliato. Lo dimostra un recente studio del Cnel: nelle carceri dove si riesce a creare professionalità e opportunità di lavoro, la recidiva sui reati viene drasticamente abbattuta”.











