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lanuovacalabria.it, 19 marzo 2022

Anche nel chiuso di un penitenziario, attraverso l’apprendimento il lavoro e la passione, è possibile dare una speranza di riscatto ai detenuti che hanno dimostrato di gradire mettendosi all’opera con entusiasmo.

Lo sa bene l’Istituto Tecnico Agrario che nell’Istituto Penitenziario U. Caridi di Siano - Catanzaro ha una sezione dove i detenuti delle sezioni Media e Alta Sicurezza studiano per diventare Periti Agrari, nell’ambito dei programmi di rieducazione e reinserimento nella società previsti dai Ministeri della Pubblica Istruzione e della Giustizia.

Obiettivo principale è la garanzia di pari opportunità agli studenti in esecuzione penale e di una politica dell’istruzione integrata con la formazione professionale, in collaborazione con le Regioni e il mondo delle imprese, anche attraverso percorsi di apprendistato e tirocinio.

E così nel Penitenziario sotto la spinta propulsiva della direttrice Angela Paravati, con il funzionario capo dell’area educativa Giuseppe Napoli è stato realizzato interamente dai detenuti, sotto la guida dell’assistente Francesco Cosentino e con il contributo di Calabria Verde che ha fornito le piante e le strutture di sostegno, un bellissimo vigneto sperimentale che da questa campagna agraria è entrato in produzione.

A causa delle problematiche connesse all’epidemia Covid, per motivi sanitari, tutte le attività didattiche hanno subito dei rallentamenti, ma da pochi mesi grazie all’intraprendenza e all’iniziativa di Emy Citraro, docente di Gestione Ambiente e Territorio, dell’Insegnante Tecnico Pratico Emanuele Mastroianni, con la fattiva collaborazione degli assistenti di Polizia Penitenzia Rosario Alimondi e Pasquale De Fazio, e degli altri docenti disciplinari una nuova aria si respira nelle aule e negli spazi esterni che vengono utilizzati per le esercitazioni.

La Prof. Citraro, infatti, ha contattato le aziende vivaistiche, Milone e Santacroce di S. Eufemia Lamezia, Ammirata Giuseppe di Bisignano e l’azienda Rocca Celestina di Lamezia Terme che, aderendo con slancio all’invito della docente e riconoscendo l’alto significato sociale nonché professionale dell’iniziativa hanno donato un ingente quantitativo di piante erbacee, arboree, concimi, teli pacciamanti e terricciati.

Informati la Dirigente Rita Elia, che ha sposato con entusiasmo l’iniziativa e la referente Prof.ssa Gisella Gigliotti, la programmazione degli interventi è stata concordata con il Prof. Alberto Carpino Collaboratore della DS, nonché responsabile dell’Azienda Agraria e della Cantina della sede Centrale della scuola Agraria di Via Cortese.

Così dopo quasi 3 anni i detenuti, della Media e Alta Sicurezza, hanno potuto misurarsi con la didattica laboratoriale, progettando l’orto estivo, mettendo a dimora pomodori, cetrioli, melanzane, peperoni tondi e quadrati, fragole, piselli, fagiolini, fragole, carciofi ecc.

In un’area esterna, sarà realizzato un orto denominato con un pizzico di sana ironia “Piccanti evasioni”, in cui saranno messi a dimora piante di diverse varietà di peperoncini calabresi, notoriamente famosi per la loro piccantezza. Sarà altresì creato il “giardino dei cinque sensi” dove prenderanno posto le piante aromatiche come timo, alloro, basilico, origano, salvia, rosmarino, lavanda, prezzemolo, sedano, un posto dove ogni persona può odorare, vedere, toccare, udire e gustare utilizzando tutti i cinque sensi. Per completare la filiera agricola e per rispettare la vocazionalità del territorio catanzarese sono state messe a dimora anche alcune piante di Agrumi quali Arance e clementine.