di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 luglio 2021
In diverse carceri sono state trovate celle con schermature alle finestre, che impediscono il pieno passaggio di aria e luce naturale e durante il periodo estivo rendono particolarmente penosa la permanenza nelle stanze. Altri ancora vi erano celle senza doccia e con il wc a vista. Altre carceri prive addirittura di acqua calda. Questo è solo uno dei tanti aspetti monitorati dall'associazione Antigone grazie alla possibilità di far visita presso gli istituti nonostante la pandemia. Tutti dati e criticità prontamente riportati nel suo rapporto di metà anno sulle condizioni di detenzione in Italia. In un carcere sconvolto dalle immagini della mattanza avvenuta nell'istituto di Santa Maria Capua Vetere, questa della violenza non è infatti l'unica emergenza che riguarda il sistema penitenziario italiano.
Antigone sottolinea che sono diverse le problematiche che vanno affrontate con urgenza. Resta presente quella del sovraffollamento con un tasso che supera il 113% con oltre 53.000 detenuti a fronte di 47.000 posti disponibili. Per affrontare la questione, secondo Antigone basterebbe incentivare le misure alternative. Sono poco meno di 20.000 i detenuti che, con un residuo pena di meno di 3 anni, potrebbero accedervi. Un ulteriore intervento potrebbe riguardare una modifica della legge sulle droghe. Un detenuto su quattro ha una diagnosi di tossicodipendenza e queste persone andrebbero prese in carico dai servizi territoriali per affrontare la loro problematica e non chiusi in un carcere.
Il rapporto di Antigone osserva che nel 2021 fino al 15 luglio, secondo il dossier "Morire di carcere" di Ristretti, i suicidi sono stati 18, di cui 4 commessi da stranieri e i restanti da italiani. Il più giovane aveva 24 anni e il più anziano 56. Nel 2020 i suicidi sono stati 62 e il numero di suicidi ogni 10.000 detenuti è stato il più alto degli ultimi anni, raggiungendo gli 11. Per quanto riguarda i casi di autolesionismo, per il primo trimestre del 2021 la Relazione al Parlamento del Garante Nazionale ne riporta 2.461. Nel 2020 sono stati 11.315, in aumento rispetto agli anni passati. Sempre Antigone, nel rapporto di metà anno, osserva che l'universo delle misure di sicurezza per pazienti psichiatrici autori di reato va incontro ad un "autunno caldo".
A giugno la Corte Costituzionale ha emesso un'ordinanza istruttoria (n. 131/ 2021) con cui ha posto alcune domande sul concreto funzionamento del sistema Rems, le residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza. La Corte vuole sapere se la capienza delle Rems è adeguata ai "bisogni", quanto sono lunghe e come vengono gestite le "liste d'attesa". Le 32 Rems italiane che ospitano circa 550 persone internate potrebbero dunque andare incontro a una stagione di cambiamenti e sono pendenti alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo alcuni ricorsi riguardanti pazienti destinati alle Rems che "attendono" il posto in carcere. Intanto però, viene sottolineato nel rapporto, rimangono sul tavolo tutti i problemi della tutela della salute mentale in carcere, gli istituti penitenziari continuano ad ospitare Articolazioni per la salute mentale con enormi criticità.
Il rapporto di Antigone rileva che ogni anno vengono spesi i circa 3 miliardi per il funzionamento delle carceri per adulti e i 280 milioni per il sistema di giustizia minorile e alle misure alternative alla detenzione. Dei 3 miliardi che sono stati destinati al carcere per il 2021, il 68% è impiegato per la polizia penitenziaria, la figura professionale numericamente più presente con oltre 32.500 agenti. Il divario con l'organico previsto dalla legge (37.181 unità) si attesta a circa 12,5%.
Secondo i dati raccolti durante le visite dell'osservatorio di Antigone fra 2020 e 2021, il numero di detenuti per agente è di 1,6. Diversa la situazione dei funzionari giuridico- pedagogici che, con un organico previsto di 896, sono ad oggi poco più di 730 (- 18,4%). Il rapporto medio rilevato dall'Osservatorio di Antigone è di 90 detenuti per ogni educatore, ma in 24 istituti sui 73 visitati fra il 2020 e 2021 questo numero sale a ben oltre 100. Infine, anche nel caso dei direttori, l'Osservatorio di Antigone riporta che nel 35,1% dei 73 istituti visitati non vi sia un direttore incaricato solo in quell'istituto. La speranza è che i recenti concorsi di assunzione aiutino a colmare questi divari, ma sarebbe necessario aumentare gli organici di funzionari giuridico- pedagogici perché possano svolgere le loro funzioni in maniera efficace in tutti gli istituti.











