di Francesco Grignetti
La Stampa, 23 gennaio 2025
No amnistie o provvedimenti svuota-carceri: nell’anno record per suicidi in cella, il ministro Carlo Nordio insiste sull’ampliamento dei penitenziari. Mancano almeno 15mila posti e se va bene nei prossimi anni ne arriveranno appena 7mila. Nel frattempo la popolazione carceraria aumenterà ancor di più, ma tant’è. Tutta colpa degli stranieri: “Vi è un’alta percentuale, molto alta, di persone extracomunitarie. Ciò dovrebbe farci riflettere, anche se non è questo il momento di farlo, sulla ragione della distonia tra carcerati cittadini italiani e provenienti da altri Paesi”.
Una soluzione sarebbe quella di rispedire questi stranieri a casa loro con decisione unilaterale. Ma non ci si riesce. Nordio anziché ammettere lo scacco (non foss’altro perché i Paesi d’origine rifiutano di riprendersi i criminali), addita la “solita” cattiva magistratura. Continuano a restare in cella, infatti, “extracomunitari che già dovrebbero essere espulsi, ma che ancora non lo sono per ragioni burocratiche di lentezza della magistratura di sorveglianza”.
Per quanto riguarda il sovraffollamento nelle carceri minorili, “è conseguenza anche dell’aumento esponenziale dei detenuti stranieri, in larghissima maggioranza minori stranieri non accompagnati”. Si riferisce a giovani magrebini, “spesso assuntori di sostanze stupefacenti e/o psico-farmaci. Con problematiche comportamentali tali, anche di natura post-traumatica. Giunti in Italia, vengono fagocitati dal circuito illecito”.
Bando ai buoni sentimenti. “Il tema centrale dell’attività in campo penitenziario è stata e sarà la sicurezza nelle carceri”. Perciò gli investimenti maggiori riguardano la polizia penitenziaria, gli organici, le dotazioni (si citano: scudi, guanti anti-taglio, uniformi, giubbotti antiproiettile), l’istituzione di un Gruppo d’intervento operativo per reprimere le rivolte. Né si può dimenticare il reato in discussione di “rivolta carceraria” per punire chi si ribella con violenza e chi fa resistenza passiva. Nel documento depositato alle Camere si riferisce che sono stati stanziati “166 milioni relativi a 21 interventi sbloccando interventi fermi da anni come la costruzione del nuovo carcere di Forlì, di quello di San Vito al Tagliamento e l’ampliamento di Brescia-Verziano”.
Con i soldi del Pnrr, poi, “al 30 novembre 2024, sono state aggiudicate le procedure di esecuzione lavori per 11 interventi su 12 relativi alla realizzazione di padiglioni detentivi”. Ci sarebbe all’opera da quattro mesi anche un commissario straordinario all’edilizia carceraria, il dottor Marco Doglio. Ha dodici mesi per fare il miracolo di moltiplicare le celle, ma senza farsi illusioni. Dice il ministro: “Costruire un nuovo carcere in Italia è impresa quasi impossibile, per cui dobbiamo piuttosto rivolgerci alla rimodulazione e all’adattamento di strutture esistenti”.










