La Repubblica, 5 dicembre 2025
Il nuovo provvedimento aggiorna le regole anagrafiche, introduce strumenti digitali e rafforza il ruolo dell’Istat nella raccolta dei dati sulla popolazione e sulle abitazioni. Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo regolamento anagrafico che segna un cambiamento nella gestione dei dati sulla popolazione italiana. Il provvedimento, proposto dalla presidente Giorgia Meloni e dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, introduce una serie di modifiche necessarie per adeguare il sistema anagrafico al censimento permanente e alla digitalizzazione dei servizi pubblici.
Dal censimento decennale a quello permanente - Tradizionalmente, il censimento della popolazione veniva effettuato ogni dieci anni. Ora, grazie all’integrazione con l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (Anpr) e alle nuove tecnologie, il censimento diventa annuale. Questo permette di avere dati sempre aggiornati, più precisi e utili per la pianificazione delle politiche pubbliche.
Semplificazione e razionalizzazione - Il nuovo regolamento prevede anche: la semplificazione delle dichiarazioni anagrafiche (come per esempio il cambio di residenza), il supporto censuario agli accertamenti, l’aggiornamento delle mappe territoriali e dei piani topografici, nuove istruzioni Istat per la codifica delle unità abitative.
Inclusione dei detenuti e stranieri irregolari - Una delle novità più significative riguarda l’iscrizione anagrafica dei detenuti stranieri privi di permesso di soggiorno. Fino ad oggi, queste persone spesso non venivano registrate nei registri comunali. Con il nuovo regolamento, anche loro verranno inclusi nel censimento, garantendo una fotografia più realistica della popolazione residente. Questa misura non implica una regolarizzazione giuridica, ma ha lo scopo di contare correttamente tutte le persone presenti sul territorio, anche se in condizioni di irregolarità. È un passo importante per migliorare la qualità dei dati statistici e per garantire una pianificazione più equa dei servizi pubblici. Conoscere con precisione chi vive in Italia è fondamentale per: allocare risorse in modo efficiente (sanità, istruzione, trasporti), monitorare i flussi demografici, garantire trasparenza e inclusione nei dati ufficiali.










