di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 ottobre 2020
Il ministro della Giustizia lo ha ritenuto il fiore all'occhiello del sistema penitenziario, tant'è vero che lo ritroviamo nell'elenco dei progetti stilato dal governo italiano per chiedere i fondi europei del Recovery Fund. Parliamo del progetto di reinserimento socio-lavorativo in lavori di pubblica utilità rivolti ai detenuti. Lavori non retribuiti, ma svolti a titolo volontario.
Tutto è iniziato con l'inaugurazione "Mi riscatto per Roma" fino ad estenderlo in varie parti del nostro Paese. Infatti molti comuni hanno cominciato a far lavorare i detenuti, a gratis, per la manutenzione delle strade, i giardini, insomma tutto quello che di solito viene appaltato alle ditte.
Poche sono state le critiche, ma questa volta ad alzare la voce è la Cgil che si è scagliata contro il comune di Rogoredo: secondo il sindacato i detenuti devono essere pagati.
"Abbiamo appreso della volontà di attivare un progetto di manutenzione di un'area del parco di Rogoredo, dai prossimi giorni in concessione al comune di Milano, da realizzarsi attraverso un programma di lavori di pubblica utilità svolto da detenuti della Casa di Reclusione di Milano Opera. Riteniamo questa scelta profondamente sbagliata", a dirlo in una nota è appunto la Cgil di Milano. "Il lavoro è principio fondante la nostra società - spiega il sindacato di lavoratori - architrave della Costituzione che lo tutela in tutte le sue forme.
Il lavoro dei detenuti è strumento fondamentale per dare piena attuazione ai dettami costituzionali e dell'ordinamento penitenziario sulla funziona rieducativa della pena. Lo è però nel momento in cui il lavoro è riconosciuto, è tutelato ed è retribuito dignitosamente". Prosegue la nota della Cgil: "Crediamo che il lavoro di pubblica utilità non si muova in questa direzione. Al contrario lo riteniamo essere figlio di una visione e di un pensiero che deve essere superato e che vede nel lavoro penitenziario un carattere espiatorio e risarcitorio. Produce inoltre l'enorme rischio che sostituisca il lavoro che molte volte viene realizzato dalle cooperative sociali, soggetti che svolgono un ruolo fondamentale nell'inserimento lavorativo delle persone ristrette".
Il sindacato sottolinea il fatto che non è oggettivamente tollerabile una ' guerra' tra soggetti fragili. "Se quindi è assolutamente positiva l'idea di coinvolgere lavoratori detenuti nella manutenzione e della pulizia di un luogo di tutti, come un parco - prosegue la Cgil -, siamo altrettanto convinti che questo non possa che passare da un pieno rispetto dei diritti del lavoro".
Conclude infine il sindacato: "Da Milano pensiamo debba partire un messaggio chiaro. Un messaggio che dica a tutto il Paese che sul lavoro penitenziario è necessario investire, che è fondamentale garantire percorsi di orientamento al lavoro e di formazione a tutti i detenuti, che bisogna dare piena attuazione alla legge Smuraglia, che serve un grande lavoro culturale, che racconti di come i percorsi lavorativi che garantiscono dignità, diritti e autonomia sono un valore per la persona detenuta e hanno un valore per tutta la collettività".










