sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giovanni Negri

 

Il Sole 24 Ore, 8 maggio 2019

 

Corte di cassazione - Sentenza 18793/2019. Spazio ampio per la diversa qualificazione giuridica del fatto. Perché, comunque, nei diversi gradi di giudizio la difesa può essere messa nelle condizioni di intervenire. Lo puntualizza la Corte di cassazione con la sentenza 18793 della Quarta sezione penale. Nel dettaglio, il giudice può procedere a un diverso incasellamento nella legge penale della medesima condotta senza la necessità di informare preventivamente le parti sia in primo grado sia in appello. La difesa infatti potrà fare valere le sue ragioni nel successivo grado di giudizio, in appello oppure in Cassazione.

Davanti a quest'ultima, poi, la diversa qualificazione è possibile quando le parti sono state informate, anche solo oralmente, da parte del procuratore generale in sede di requisitoria oppure anche dal collegio giudicante stesso prima della discussione. Intreventi suprflui poi se l'atto stesso dell'impugnazione ha al centro proprio il tema della determinazione giuridica della condotta. La Cassazione fa precedere queste conclusioni da un'attenta ricostruzione della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, dove il riferimento obbligato sul punto sono le sentenze Drassich, dell'11 dicembre 2007 e 24 febbraio 2018. Pronunce che hanno affermato e precisato il diritto dell'imputato a essere informato della natura e dei motivi dell'accusa. Un'informazione che non può essere però limitata agli esclusivi elementi di fatto, ma impone anche l'evidenza della qualificazione giuridica dei fatti contestati, alla quale naturalmente l'ordinamento fa seguire il relativo trattamento sanzionatorio.

È necessario però, torna a sostenere la Cassazione, un approccio non formale al principio affermato in sede europea, ritenendo che il diritto all'informazione sulle cause dell'accusa deve trovare applicazione solo quando l'imputato non ha avuto spazio per rielaborare la propria linea difensiva. Una necessità di interpretazione nel segno della "ragionevolezza" che va declinata nei diversi gradi di giudizio. Determinante è allora la possibilità per l'imputato di confronto con l'autorità giudiziaria attraverso l'ordinario rimedio dell'impugnazione, non solo davanti al giudice di appello, ma anche in Cassazione. A ulteriore precisazione, osserva la Cassazione, va sottolineato che è garantito il diritto al contraddittorio anche quando la nuova determinazione del fatto è stata compiuta direttamente con la sentenza di primo grado senza un preventivo confronto sul punto. Davanti alla Cassazione, infine, l'unico elemento da tenere presente è che la riqualificazione non può arrivare a sorpresa, al momento della decisione. Deve così essere considerato superato quell'orientamento che aveva ritenuto colpita da nullità la sentenza che aveva operato a una riqualificazione dell'imputazione senza un preventivo contraddittorio.