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di Daria Bignardi

Vanity Fair, 29 aprile 2026

Una delle cose più riuscite a cui ho partecipato in 30 anni di progetti in carcere è stato l’incontro di una classe di liceali con un gruppo di detenuti del Carcere di Alta Sicurezza di Saluzzo. Avevo prima visto e preparato, separatamente, sia gli studenti che le persone detenute, insieme ai loro insegnanti. E mi ero detta: “Ecco una cosa che serve davvero. Dovrebbero farla in tutte le carceri e con tutte le scuole”. Ci ero andata con un progetto che il Salone del libro di Torino portava avanti da tempo, “Adotta uno scrittore”, grazie al quale ogni anno uno scrittore prepara una classe, la accompagna in carcere e alla fine degli incontri, durante il Salone, gli studenti (i detenuti non hanno mai avuto il permesso di partecipare) raccontano l’esperienza e quel che ne è seguito. Ricordo che a Saluzzo c’era stato un vero scambio: sincero e crudo. I ragazzi avevano fatto domande che mai nessuno ha il coraggio di fare. I detenuti erano stati più onesti che mai. E al Salone del libro se n’erano visti i frutti. Dopo 15 anni, “Adotta uno scrittore” non può più entrare a Saluzzo né a Torino né ad Alessandria. Tutti i progetti, da quello del Salone a moltissimi altri ovunque in Italia, sono stati bloccati da una circolare del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria. Una di quelle che arrivano come fulmini: come l’altra che rinchiude i detenuti tutto il giorno nelle loro camere di pernotto, che sarebbero le celle. Circolari che non fanno che peggiorare una situazione disastrosa.

Dal suo viaggio in Africa Papa Leone, oltre a rispondere alle follie di Trump, ha parlato anche di questa situazione, che stava tanto a cuore al suo predecessore Papa Francesco. Cito da Ogni prigione è un’isola, ma tant’è: “In Italia tutti odiano le carceri. Qualcuno ama il carcere degli altri”. Nonostante sia provato (oltre che sancito dalla Costituzione) che la disumanità e la mancanza di trattamenti tesi al reinserimento non facciano che peggiorare la società e non contribuiscano in nessun modo alla sua sicurezza.