di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 18 dicembre 2021
Terzo settore: passerà il diktat ai volontari dell'Italia più generosa di aprire decine di migliaia di partite Iva impelagandosi in lacci e lacciuoli? "Vanno evitate "tasse sulla bontà". Così disse Mattarella nel messaggio di Capodanno 2018 lodando il Terzo Settore e i No profit "che rappresentano una rete preziosa di solidarietà" e "meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato...". Tanto bastò perché grillini e leghisti facessero marcia indré cancellando il raddoppio dell'Ires. Evviva. Ma ora? Passerà il diktat all'Italia più generosa di aprir decine di migliaia di partite Iva impelagandosi in lacci e lacciuoli?
Per carità, immaginiamo che ogni mezzemaniche a suo agio tra un'"affrancazione canone gravante sulla quota n.327 fg. 74 part. 16 del demanio quotizzato del Comune" e un "Art. 135 quinquies decies", dirà che stavolta non ci son soldi a carico del volontario ma solo il disbrigo di una pratica. Che sarà mai aprire una partita Iva anche se un po' tutti i siti Web specializzati spiegano che non è un'operazione affatto gratuita e men che meno facile? Sempre meglio che il tentativo tre anni fa di imporre alle Ong senza fini di lucro il passaggio dell'Ires dal 12% al 24%. Quella delle maison del lusso. Idea allora bollata da Silvio Garattini come "stupida prima ancora che ingiusta". Nonché "un cattivo affare per lo Stato stesso" che dal volontariato riceve più di quanto sparagnino dona. Parole che potrebbe ripetere oggi.
Basti, per capire, l'elaborazione aggiornata dei dati ufficiali dell'Istat nella scia di un metodo di calcolo impostato anni fa dalla Johns Hopkins University: "Quanto vale il volontariato in Italia? I circa 5,5 milioni di volontari italiani rappresentano il lavoro equivalente di circa 585.000 dipendenti funzionali senza retribuzione", spiega Riccardo Bonacina, fondatore e direttore editoriale di Vita, "Calcolando in venti ogni mese le ore donate in media da ogni volontario alla comunità si calcolano 1.320 milioni le ore annuali spese dai volontari per un valore economico stimato in oltre 12 miliardi di euro, calcolati col metodo del costo di sostituzione. E sono stime per difetto".
Una somma enorme. Una generosità enorme. Che come ricordava tre anni fa Mattarella tappa mille buchi lasciati dallo Stato. Vale la pena di scaricare addosso a questo mondo di buona volontà, che non chiede protocolli né timbri e per precipitarsi a soccorrere chi è nei guai, una cornice burocratica come la partita Iva, con annessi e connessi, che rischia di scoraggiare che è pronto a dedicare la vita agli altri ma ha l'orticaria per le scartoffie?
Il servizio ambulanze dell'Alto Agordino, nel bellunese, per fare un esempio, si basa su 7 associazioni locali con 15 ambulanze (comprate dalle croci verdi e bianche) e 300 volontari (ricompense: zero) per coprire 400 chilometri quadrati al servizio di 12 comuni e 250 frazioni montane per un totale di 14 mila persone. Una struttura che va, senza partita Iva. Ma se dovesse arrabattarsi in pignolerie burocratiche? "Noi, da due anni, ce l'abbiamo la partita Iva", sorride Don Dante Carraro, presidente del Cuamm, "Ma abbiamo una organizzazione collaudata. In grado contenere i costi. È un appesantimento, ma reggiamo. Il problema sarà per le associazioni piccole, a volte piccolissime. Non so quante ce la faranno". Si pensi a qualche associazione parrocchiale che insegna l'italiano agli immigrati: chi glielo fa fare di adeguare gli Statuti alle nuove norme, chiedere consulenze, tenere un libro dei verbali delle assemblee, uno dei verbali del consiglio direttivo, uno dei soci...
Perché, gira e rigira, il problema resta sempre lo stesso: un conto è la trasparenza, un altro l'esasperazione abnorme e caricaturale della trasparenza. Quello è il timore del Terzo Settore, che conta su oltre 359 mila istituzioni non profit, ha più di 63 mila dipendenti e (come ha raccontato Buone Notizie) si è sollevato con decine di associazioni, in testa la portavoce del Forum Nazionale Vanessa Pallucchi, contro la decisione del governo, contestata a parole perfino da un po' tutti i partiti di destra e di sinistra prima che fosse approvata dalla Camera in via definitiva col Decreto fiscale.
Tra i più delusi i promotori della candidatura all'Unesco del volontariato come "Patrimonio immateriale dell'umanità". I quali hanno scritto a Mario Draghi ricordandogli quanto lui stesso, il premier, aveva detto a fine ottobre: "Voi lavoratori e volontari del Terzo settore avete fatto tanto per l'Italia, soprattutto per i più deboli. Ora tocca a noi aiutarvi, perché possiate continuare ad aiutarci". Parole che gli esponenti del volontariato si aspettavano fossero seguite da scelte diverse. Arriverà, magari fuori tempo massimo, nella legge di bilancio, un rattoppo? Si vedrà.









