di Alessandro Ponte
Il Secolo XIX, 18 novembre 2024
L’iniziativa sarà presentata nei prossimi giorni al Forum Sistema Salute di Firenze. Allontanare, seppur virtualmente, un detenuto dal carcere. Portarlo nel metaverso e lì, nella realtà ricostruita con l’intelligenza artificiale, permettere alla persona di incontrare i medici. Di essere visitata, consigliata e ascoltata. Sarà presentata nei prossimi giorni al Forum Sistema Salute di Firenze la nuova iniziativa di Asl4 insieme al ministero di Giustizia e al carcere di Chiavari che rivoluzionerà le visite e le consulenze sanitarie in telemedicina. “Un carcere è pur sempre un carcere. Trovare il modo, anche virtualmente, di far sentire un detenuto, che nella circostanza è un paziente, in un ambiente più confortevole dove possa sentirsi a suo agio è importante - sottolinea il direttore generale dell’Asl4, Paolo Petralia - All’estero, dove questo modo di interagire con i detenuti è stato già testato, sono state ottenute risposte importanti anche per la cura dei casi di depressione. Il paziente è più tranquillo nel parlare con i medici, si confida di più. E permette un miglior approccio”.
Di fatto si tratta di una evoluzione della telemedicina. E non è la prima volta che Asl4 si rivolge al mondo dell’Ia e del metaverso tra l’altro, in tempo di ristrettezze, a costo zero. Perché l’unico strumento necessario, oltre alla connessione internet che collega in linea diretta l’azienda sanitaria e il carcere chiavarese da tempo, due visori di realtà virtuale (come quelli utilizzati da piattaforme di gioco). “Nel metaverso è stato ricostruito l’ambiente dell’infermeria del carcere - spiegano ancora dai vertici di Asl4 che hanno messo a punto il progetto insieme al dottor Elio Menicocci, responsabile della medicina in carcere a Chiavari - Ma è stato migliorato, reso più vivibile, meno freddo. E durante l’incontro nel metaverso, al paziente così come al dottore, sarà possibile interagire direttamente. Si tratta di un approccio che consente di elevare gli standard sanitarie di sicurezza contenendo i costi”.
Il progetto, che sarà lanciato nei prossimi giorni, sarà testato per le specialità di psichiatria e fisiatria. Non è un caso. All’estero, dove i visori sono utilizzati da tempo, i sanitari hanno avuto ottime risposte anche nel prevenire casi di suicidio in detenzione, una piaga che sta affliggendo anche gli istituti italiani e di cui, il carcere di Chiavari, non è rimasto esente. Poco più di un anno fa, un detenuto modello di 39 anni, appassionato di canto e che avrebbe finito di scontare la sua pena fino a inizio anno prossimo, si è tolto la vita. “L’utilizzo del metaverso e dei visori è un grande passo avanti anche sul fronte del diritto alla salute in ambiente detentivo”, hanno sottolineato ancora da Asl4.
Sono tre gli istituti penitenziari italiani in cui verrà lanciato il progetto. Come a Chiavari, i visori saranno utilizzati anche nel carcere di Nuoro e, in parte, in quello di Cagliari. Nel dettaglio, gli ambienti in cui si troveranno ad interagire medico e paziente a Chiavari, sono stati ricreati nel metaverso con l’intelligenza artificiale da una infermiera di Asl4, grande appassionata dell’argomento: Francesca Ducato. “Lei ha studiato gli spazi da ricreare nel metaverso - spiegano dalla Asl 4 - poi lo ha ricreato ricostruendolo digitalmente. Il paziente sarà sì nell’infermeria del carcere, ma lo spazio in cui interagirà con il nostro medico sarà totalmente nuovo, capace di mettere maggiormente la persona al centro e a proprio agio”.
Non è la prima volta, dicevamo, che Asl4 si rivolge alle nuove tecnologie. Già in occasione della realizzazione dei progetti per il nuovo pronto soccorso di Lavagna e delle case di comunità che nasceranno sul territorio, l’azienda sanitaria chiavarese, in collaborazione con Microsoft, aveva studiato gli spazi delle nuove strutture ricreandole appositamente nel metaverso. “In questo spazio virtuale è stato possibile studiare gli spazi come li abbiamo concepiti e metterli alla prova, per capire la loro utilità in anticipo, prima che vengano realizzati dei cambiamenti. Il rodaggio delle strutture, non sarà più effettuato una volta costruito l’edificio. Ma prima. E potrà confrontarsi con le altre strutture all’avanguardia del Paese”.
Ma il futuro della telemedicina di Asl4 è cominciato addirittura due anni fa. Quando l’azienda sanitaria chiavarese, insieme a Microsoft, ha aperto i propri orizzonti all’intelligenza artificiale. Il progetto è stato lanciato per i pazienti polipatologici, ossia che soffrono di più patologie e che seguono, di conseguenza, più terapie. “Abbiamo raccolto le cartelle cliniche dei pazienti polipatologici in cura nelle nostre strutture, abbiamo così analizzato tutti i dati storici del paziente con l’IA. Questa ha restituito un’analisi enorme e approfondita, in grado di predire l’evoluzione e il miglior metodo di intervento su ogni paziente”. Questo influisce su tutto il resto: sulla richiesta di esami, sulle terapie da seguire e quali parametri monitorare costantemente e potrà anche aiutare a colmare in parte l’assenza di personale oltre a ridurre le liste d’attesa.










