di Marzia Zamattio
Corriere della Sera, 24 settembre 2025
Lo zio: “Lo vogliono far morire in carcere”. Il Tribunale di sorveglianza rigetta la richiesta. La famiglia: “Assurdo”. Gli amici: “Delusi e tristi”. I legali preparano il ricorso. Chico Forti resta in carcere. Dopo sei giorni dalla richiesta della libertà condizionale, il Tribunale di sorveglianza di Venezia ha respinto l’istanza presentata il 17 settembre dai legali del produttore televisivo trentino, da 26 anni in carcere per un omicidio per il quale si è sempre professato innocente.
Secondo i giudici mancano i requisiti - “I giudici hanno ritenuto che non vi fossero due dei tre requisiti richiesti: il sicuro ravvedimento e l’avvenuto risarcimento”, spiega l’avvocato Carlo Dalla Vedova. “Abbiamo dato prova del suo sicuro ravvedimento, che non si basa solo sull’ammissione del reato ma anche su altri aspetti così come richiesto dal disciplinare italiano”, come il suo corretto comportamento in carcere. Ma il Tribunale ha rigettato l’istanza. Sul risarcimento, che in Florida non esiste il corrispettivo delle parti civili italiane “il padre di Dale, Anthony, è morto e il fratello Bradley si è schierato pubblicamente a favore di Forti”. Dichiarazione incompatibile per i legali “con un’eventuale richiesta risarcitoria”. La sentenza è arrivata ieri, 23 settembre, alle 12.30. Una batosta per la famiglia. Lo zio Gianni: “Qualcuno lo vuole vedere morire in carcere”.
La delusione di amici e parenti - Una delusione soprattutto per Chico, informato dell’ordinanza dal suo legale di Verona, Alessandro Favazza, che si è recato da lui in carcere. Una notizia inattesa per i legali Favazza e il collega di Roma l’avvocato Carlo Dalla Vedova, dopo l’ottimismo che si respirava negli ultimi mesi. Anche a fronte di una recente concessione della liberazione anticipata (ex art 54 dell’ordinamento penitenziario) di 6 anni e 3 mesi, che ha riconosciuto il comportamento detentivo corretto di Forti, non solo nel carcere Montorio di Verona dove si trova da quasi 16 mesi, ma anche in Florida, dove si era distinto per il suo comportamento e premiato per i corsi di alfabetizzazioni tenuti per gli ergastolani. Uno sconto di pena possibile grazie alla documentazione americana recuperata dai legali del trentino e messa a disposizione del Tribunale di sorveglianza, che dimostrerebbe come Forti abbia scontato quasi 5 anni di carcere in più rispetto alla pena prevista in Italia per lo stesso reato. Avrebbe insomma già guadagnato la libertà.
Pronto il ricorso - “Amareggiati” i legali, che annunciano il ricorso e sottolineano: “Leggeremo con attenzione le motivazioni dell’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Venezia: l’istanza è stata presentata in quanto supportata da evidenze documentali tali da ritenere a nostro avviso sussistenti i presupposti per la concessione della libertà condizionale, funzionale a un reinserimento nella società di Enrico Forti, che ha sempre dimostrato un corretto comportamento carcerario”.
“Motivazioni assurde e inesistenti” - Delusione e tristezza in casa Forti. “Purtroppo la richiesta di libertà condizionale di Chico è stata rigettata con una serie di motivazioni assurde e inesistenti - dichiara lo zio Gianni Forti - dobbiamo ricorrere in Cassazione e ci vorrà ancora molto tempo”. E aggiunge, scosso: “Non sappiamo più che cosa fare, i tempi massimi sono stati superati da anni, qualcuno lo odia al punto di volerlo vedere morire in carcere”. Certo, “dopo 27 tanti anni ci speravamo”, confida amareggiato, riferendosi a tutta la vicenda giudiziaria, dal primo arresto del 20 febbraio 1998, per essere poi liberato su cauzione, fino all’arresto definitivo l’11 ottobre 1999. E c’è la preoccupazione per la mamma di Chico, Maria Loner di 97 anni, che ha potuto rivedere il figlio il 22 maggio 2024 dopo 16 anni dall’ultimo incontro nel 2008. Sconcerto tra gli amici dell’ex filmmaker: “Tutti pensavamo a un esito positivo, mi spiace per lui, ci teneva molto” commenta l’amico Lorenzo Moggio a nome del comitato Una chance per Chico.
Dopo quasi 9.500 giorni di prigionia, 24 anni scontati nel Florida city di Miami e gli altri a Verona, da quando è rientrato in Italia grazie a un accordo diplomatico tra l’ex presidente Usa Joe Biden e la premier Giorgia Meloni che gli ha consentito grazie ai benefici della Convenzione di Strasburgo di scontare la pena in Patria, Chico Forti deve ancora attendere. E sperare in una rapida soluzione.










