di Matteo Sannicolò
Corriere del Trentino, 21 settembre 2025
Attesa per la risposta dei giudici del Tribunale di sorveglianza di Verona chiamati a decidere sulla libertà condizionale. Potrebbe essere domani, 22 settembre, il giorno dell’annuncio ufficiale sulla liberazione di Enrico “Chico” Forti. Sono infatti giorni di trepida attesa per la mamma Maria (97 anni) e tutti i familiari dell’ex produttore cinematografico, che aspettano con ottimismo la risposta definitiva da parte dei giudici del Tribunale di sorveglianza di Verona. I quali, venerdì, si sarebbero riuniti in camera di consiglio per lavorare sulle prescrizioni che garantirebbero a Chico la libertà condizionale.
Su richiesta dei propri legali, convinti che il loro assistito abbia già scontato una pena superiore di cinque anni a quella che gli sarebbe stata assegnata in Italia per lo stesso reato. In più, un ergastolano per poter richiedere la libertà condizionale deve aver scontato almeno 26 anni della sua pena. E Forti rientrerebbe di diritto in questa categoria. Così, sperano i familiari, domani potrebbe essere il giorno buono. Quello in cui i giudici potrebbero depositare l’ordinanza, offrendo di fatto a Chico una nuova vita, pur con i limiti imposti dalla condizionale.
La condanna all’ergastolo - La storia burrascosa di Forti inizia alla fine degli anni Novanta. Dopo aver vinto 80 milioni di lire in un quiz televisivo condotto all’epoca da Mike Bongiorno, Chico decide di trasferirsi a Miami per coltivare la passione per la vela, il windsurf e la produzione cinematografica. Inoltre, inizia la carriera da imprenditore nel settore immobiliare: ed è proprio in questo ambito che incontra Dale Pike, il figlio di un albergatore australiano dal quale Forti intendeva acquistare un albergo a Ibiza. Il 15 febbraio del 1998, però, il corpo di Pike viene ritrovato senza vita in un boschetto vicino a una spiaggia di Miami e il primo indagato è proprio Chico Forti, che aveva visto Pike il giorno prima e proprio nei pressi del luogo dove è stato ritrovato il corpo. Così, dopo un lungo processo, nel 2000 Forti viene condannato all’ergastolo per omicidio, anche se lui in questi anni si è sempre professato innocente.
Il rientro in Italia - Nel maggio del 2024 una prima svolta: dopo una lunga battaglia dei suoi amici e familiari - uniti dal comitato “Una chance per Chico”, si verifica il trasferimento del detenuto dall’America all’Italia, precisamente nel carcere di Montorio a Verona. Ora sembra vicina la sua liberazione, ma per avere una risposta definitiva bisognerà attendere almeno fino a domani.











