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Corriere dell'Abruzzo, 8 gennaio 2015

 

Donato Colasante, 21enne di Guardiagrele, ha provato a togliersi la vita tagliandosi le vene nel carcere di Madonna del Freddo a Chieti, dopo che gli è stato vietato di partecipare ai funerali della nonna. Il giovane, che ora versa in condizioni critiche nell'ospedale clinicizzato teatino, è detenuto in quanto accusato insieme a Davide Nunziato di aver intimidito con una finta bomba l'ex segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni. Il 21 marzo scorso i due avrebbero piazzato il falso ordigno esplosivo nei pressi dell'abitazione estiva del sindacalista abruzzese a Francavilla al Mare.

Dopo che il suo avvocato Graziano Benedetto gli ha comunicato che la Procura Distrettuale Antimafia dell'Aquila gli aveva negato il permesso di rendere omaggio alla nonna paterna Lucia, deceduta l'altro ieri all'età di 78 anni e alla quale era legato da un affetto quasi morboso, in preda alla disperazione Colasante si è tagliato le vene di un avambraccio al fine di dissanguarsi. Prontamente soccorso dalla guardie carcerarie all'alba di ieri, il ragazzo è stato trasportato d'urgenza al policlinico teatino dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per ricucire i vasi sanguigni danneggiati. A seguito di un breve periodo di rianimazione, il 21enne è stato trasferito nel reparto di chirurgia vascolare, anche se i medici si sono riservati la prognosi. Tra l'altro, il giovane è tossicodipendente e da qualche giorno era finito in crisi di astinenza dopo la sospensione della terapia a base di metadone.

 

Radicali: irragionevole decisione dei giudici

 

"Il tentativo di suicidio da parte di un giovane detenuto a Chieti a cui è stato negato il diritto di far visita alla salma dell'amata nonna, colpisce per non solo per l'irragionevolezza della decisione dei giudici ma, soprattutto, per l'accanimento che si è dimostrato verso un ragazzo, appena ventunenne, detenuto in attesa di giudizio e, quindi, tecnicamente tuttora innocente". Lo affermano in una nota congiunta Dario Boilini, segretario dell'associazione Radicali Abruzzo e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e Alessio Di Carlo, membro di Giunta di Radicali Italiani.

"Purtroppo, pero', anche nelle aule di giustizia della nostra regione - proseguono - il principio di presunzione di innocenza viene sistematicamente calpestato: e questo nell'indifferenza della classe politica che da oltre tre anni deve nominare il garante regionale dei detenuti il quale potrebbe efficacemente monitorare lo stato generale della detenzione carceraria abruzzese per evitare che accadano tragedie come quella, fortunatamente appena sfiorata, avvenuta ieri a Chieti".