di Luca Franceschi
agenziagiornalisticaopinione.it, 7 settembre 2026
La situazione penitenziaria italiana ha raggiunto livelli critici, in particolare durante i mesi estivi. Affrontare settimane di caldo estremo dentro celle sovraffollate, prive di aria condizionata e con ventilazione insufficiente, rappresenta una condizione di sofferenza estrema per i detenuti. In alcuni istituti, come il carcere di Poggioreale a Napoli, celle originariamente destinate a tre persone ospitano fino a nove detenuti, con servizi igienici inadeguati e spazi ridottissimi dove i reclusi dormono, mangiano e trascorrono gran parte della giornata. I dati forniti dal Garante dei detenuti della Campania e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti, Samuele Ciambriello, rivelano un quadro allarmante.
Al 3 settembre, gli istituti penitenziari italiani contano 65.729 detenuti rispetto ai 46.206 posti effettivamente disponibili. Il tasso di sovraffollamento reale raggiunge il 142,3%, dato che assume ancora maggior peso considerando che oltre 5.000 posti risultano inagibili. Questo significa che nelle carceri italiane ci sono quasi 20.000 persone in eccesso rispetto alla capacità reale. La Campania vive una situazione particolarmente grave. Negli istituti della regione sono rinchiusi 8.064 detenuti. Nel carcere di Poggioreale, uno dei più significativi, si registrano 2.302 persone con un sovraffollamento reale che supera il 170%, indice di una crisi strutturale profonda. Oltre al problema del numero eccessivo di detenuti, il sistema carcerario affronta carenze significative di personale. La Polizia penitenziaria opera con organici insufficienti, così come il personale sanitario, gli educatori e tutte quelle figure professionali essenziali. Questa situazione rischia di compromettere la funzione rieducativa della pena, principio fondamentale sancito dalla Costituzione.
Affrontare la crisi non può ridursi alla semplice costruzione di nuove strutture penitenziarie. Sebbene strutture dignitose e sicure rimangono necessarie, è prioritario intervenire sulle cause che generano il sovraffollamento. Diventa fondamentale rafforzare le misure alternative alla detenzione per chi possiede i requisiti richiesti, rivedere i meccanismi di liberazione anticipata, affrontare la questione dei detenuti ancora in attesa di giudizio e implementare percorsi concreti di reinserimento sociale. Solo attraverso un approccio sistemico e strutturato è possibile restituire dignità al sistema penitenziario italiano.
Capienza ufficiale è un’illusione: servono misure urgenti
“I numeri ufficiali pubblicati dal Ministero della Giustizia ed elaborati sul sovraffollamento reale al 3 settembre 2026 non lasciano spazio a interpretazioni: il sistema penitenziario italiano è oltre il punto di rottura. Con un indice d’affollamento effettivo del 142,3% su scala nazionale e picchi drammatici sul nostro territorio, la detenzione ha perso ogni aderenza al dettato costituzionale”. A dichiararlo è Samuele Ciambriello, Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Campania e Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti, commentando l’ultimo monitoraggio che attesta la presenza di 65.729 detenuti a fronte di soli 46.206 posti realmente disponibili.
“Si continua a valutare il sistema su una capienza teorica di oltre 51mila posti” sottolinea Ciambriello “ma la realtà misura 5.006 posti inagibili, tra sezioni chiuse e celle fuori uso. La differenza tra carta e realtà si traduce in 19.523 persone in eccedenza stipate in spazi invivibili. Parlare di rieducazione in queste condizioni è un’ipocrisia di Stato: siamo di fronte a una pena che trasfigura in castigo umano degradante”. Il quadro della regione Campania si conferma tra i più complessi dell’intera penisola: 8064 detenuti, 430 donne, 952 detenuti stranieri. Di questi 6044 hanno una condanna definitiva, 1287 in attesa di primo giudizio. La Casa Circondariale di Napoli Poggioreale supera la soglia critica del 170% di sovraffollamento reale con 2302 detenuti presenti. Criticità estreme e strutturali si registrano negli istituti di Santa Maria Capua Vetere dove sono presenti 1044 detenuti su una capienza reale di 665 posti, Salerno 582 ristretti su 369 posti disponibili e Benevento dove sono ristretti 364 detenuti su una capienza reale di 232 posti dove la saturazione degli spazi supera il 152% di indice di sovraffollamento, tutto questo si somma alla grave e cronica carenza organica della Polizia Penitenziaria e del personale sanitario.
Le richieste alle istituzioni - “Servono interventi immediati e coraggiosi” conclude il Garante Ciambriello. “Non occorrono nuove carceri, ma ‘carceri nuove’ e misure deflattive sul flusso d’ingresso: dall’ampliamento della liberazione anticipata all’incremento delle misure alternative alla detenzione, fino all’approvazione di provvedimenti di clemenza. Non si può continuare a gestire un’emergenza strutturale con il silenzio delle istituzioni”.









