di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 25 novembre 2019
È giallo sulla morte di una fotografa freelance a Santiago del Cile. Albertina Martines Burgos, 38 anni, è stata trovata senza vita la notte del 21 novembre nel suo appartamento in centro. Sul corpo segni evidenti di percosse e ferite da taglio.
E il gruppo "Ni una menos Chile" chiede che sia fatta chiarezza sul movente dell'omicidio: "Albertina stava documentando la situazione in Cile e partecipava attivamente come fotografa alle manifestazioni - scrive su Instagram il movimento femminista. Esigiamo che siano chiarite le cause della sua morte, senza dimenticare che né il suo pc né la sua macchina fotografica erano nell'appartamento quando è stata trovata. Non dimenticheremo il suo nome, non dimenticheremo il suo volto".
La donna lavorava per il canale televisivo Megavision, soprattutto come assistente luci, ma la sua vera passione era la fotografia. Negli ultimi giorni si era unita alle manifestazioni di protesta contro il governo di Sebastiàn Phiera. Le circostante del decesso, però, non sono ancora chiare. L'allarme lo ha lanciato la madre che, non avendo più notizie della figlia, con l'aiuto di un fabbro ha forzato la porta chiusa a chiave dell'appartamento.
Dalla casa, oltre ai supporti fotografici, sono spariti anche degli oggetti preziosi, forse un tentativo di simulare una rapina. "Stiamo indagando su un caso di presunto omicidio", ha fatto sapere la pm Débora Quintana. Gli amici, però, hanno invitato i mezzi di comunicazione a non dare risalto a ipotesi che, per ora, sono prive di conferma: "Siamo compagni e amici di Albertina.
Vogliamo chiarire che ufficialmente non ci sono informazioni sulla morte - hanno scritto sui social network. Nel contesto delle rivolte di questi giorni sappiamo che era presente al corteo di giovedì 14 novembre per la prima volta e sappiamo che la nostra cara Bety aveva un po' paura di assistere alle manifestazioni, quindi vogliamo chiarire che Albertina non stava registrando nulla. Chiediamo rispetto per la sua famiglia, i suoi amici e colleghi. In attesa di giustizia per la nostra amica".
La morte di Albertina segue quella di Daniela Carrasco, 36 anni, artista di strada travestita da clown che chiamavano "El Mimo" e che si esibiva fra Santiago e la sua città, il comune di Pedro Aguirre Cerda, nella periferia della capitale. La donna era stata trovata i120 ottobre impiccata ad una recinzione alla periferia di Santiago.
All'inizio gli attivisti e il sindacato nazionale degli attori non volevano credere all'ipotesi del suicidio anche perché Daniela era stata arrestata proprio il giorno prima dalla polizia. Ma ieri una sua lettera ha confermato che Carrasco si è tolta la vita per motivi personali. È chiaro che, in un Paese attraversato da un mese di proteste contro le ineguaglianze, ogni morte provoca accuse e sospetti. Che la polizia stia usando tecniche repressive contro le "manifestazioni pacifiche" è stato accertato da Amnesty International che ha parlato di uso di armi letali e di gravi violazioni dei diritti umani. Dal 18 ottobre sono 23 le persone ufficialmente decedute, oltre a migliaia di feriti. Migliaia anche le denunce per maltrattamenti da parte della polizia e 70 quelle per violenza sessuale.










