La Repubblica, 23 marzo 2021
Negato l'accesso a diplomatici e giornalisti. Kovrig è detenuto dal 2018 con un altro connazionale: il processo è visto dagli osservatori come una rappresaglia della Cina per l'arresto su richiesta degli Usa avvenuto a Vancouver di Meng Wanzhou, direttore finanziario di Huawei.
Il processo a carico di Michael Kovrig, il canadese detenuto da più di due anni in Cina con l'accusa di spionaggio, ha avuto inizio questa mattina alla Intermediate Peoplès Court di Pechino, pochi giorni dopo l'analogo procedimento che si è tenuto a Dandong contro il connazionale Michael Spavor. All'udienza, anche in questo caso, è stato negato dopo più tentativi l'accesso ai giornalisti e soprattutto ai diplomatici, come invece permesso dal diritto internazionale. Un portavoce del tribunale ha citato, a giustificazione della mossa, l'art.188 del codice di procedura penale cinese che impone un processo a porte chiuse per i casi riguardanti "segreti nazionali".
Kovrig e Spavor, rispettivamente un ex diplomatico e un uomo d'affari, sono in arresto da dicembre 2018, in quella che è vista dagli osservatori come una vera rappresaglia della Cina per l'arresto su richiesta degli Usa avvenuto a Vancouver all'inizio dello stesso mese di Meng Wanzhou, direttore finanziario di Huawei, per la violazione delle sanzioni americane all'Iran.
Jim Nickel, incaricato d'affari dell'ambasciata canadese a Pechino, ha riferito fuori dal tribunale che "l'accesso era stato negato" e che erano attesi 28 diplomatici in rappresentanza di 26 Paesi, quasi tutti europei, tra cui l'Italia, più Usa, Australia e Nuova Zelanda.
"Siamo molto preoccupati per la mancanza di accesso e la carenza di trasparenza nel processo", ha aggiunto. Gli Stati Uniti sono "profondamente preoccupati per la mancanza di protezioni procedurali minime concesse ai due cittadini canadesi", ha detto da parte sua William Klein, vicecapo missione dell'ambasciata Usa a Pechino.
La scorsa settimana, dopo l'udienza a porte chiuse, il premier canadese Justin Trudeau è tornato all'attacco, definendo la detenzione dei due uomini "del tutto inaccettabile, così come la mancanza di trasparenza riguardo a questi procedimenti giudiziari", ultimo scorso di una crisi tra Ottawa e Pechino che ha portato i rapporti bilaterali ai minimi degli ultimi decenni. La Cina ha ribadito la sua posizione: l'arresto dei due cittadini canadesi è legale, mentre quello di Meng è "un incidente puramente politico".











