di Luigi Ippolito
Corriere della Sera, 20 luglio 2020
Il governo britannico è in rotta di collisione con quello cinese dopo aver offerto la cittadinanza a milioni di residenti di Hong Kong e aver escluso Huawei dallo sviluppo della rete 5G. Sono immagini agghiaccianti. Riprese da un drone nello Xinjiang, la provincia musulmana occidentale cinese, mostrano decine, forse centinaia di uiguri (la minoranza locale) bendati e ammanettati, sorvegliati in ginocchio dagli agenti di Pechino, che aspettano di essere condotti a bordo di treni. Un video che ha fatto il giro del web e che ha provocato un nuovo scontro diplomatico fra Gran Bretagna e Cina: violazioni dei diritti umani "grossolane ed eclatanti", le ha definite il ministro degli Esteri di Londra, Dominic Raab, che ha fatto anche riferimento ai racconti di sterilizzazioni forzate delle donne uigure e non ha escluso sanzioni contro i responsabili.
Il governo britannico è già entrato in rotta di collisione con quello cinese dopo aver offerto la cittadinanza a milioni di residenti di Hong Kong, minacciati dalla stretta repressiva di Pechino, e aver deciso di escludere la cinese Huawei dallo sviluppo della propria rete di telecomunicazioni 5G: e quest'ultima uscita sugli uiguri si allinea alla nuova diplomazia post-Brexit, alla quale Londra ha deciso di dare una sterzata verso la difesa dei diritti umani nel mondo, tanto da imporre due settimane fa sanzioni unilaterali contro russi, sauditi, birmani e nordcoreani.
I cinesi non sono però rimasti a guardare: l'ambasciatore di Pechino è andato ieri alla Bbcper definire "false" le accuse: "Non so cosa siano quelle immagini, non ci sono campi di concentramento nello Xinjiang", ha sostenuto. E ha minacciato anche una "risposta risoluta" in caso di sanzioni anti-cinesi. Ma in realtà si ritiene che siano un milione gli uiguri detenuti in quelli che la Cina definisce semplicemente "campi di rieducazione" dal terrorismo.










