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di Silvia Franzoni

 

www.estense.com, 6 febbraio 2015

 

Dopo la presentazione all'ultima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma e le numerose proiezioni, da Spoleto a La Spezia, "Meno male è lunedì" approda anche a Ferrara: l'ultima opera del regista ferrarese Filippo Vendemmiati, vincitore del Bif&St e del David di Donatello per "È stato morto un ragazzo", sarà infatti proiettato nella giornata di mercoledì 11 febbraio; la mattina, presso il carcere cittadino, la sera, invece, alle ore 21 presso il Cinema San Benedetto.

La proiezione di quel contenitore di "storie di viti e di vite" che è il film, presentata questa mattina in conferenza stampa, si deve alla forte volontà di don Domenico Bedin che, attento alle varie fasi del lavoro di produzione, si è speso affinché "la città affrontasse - spiega don Bedin - le dinamiche trattate e la distribuzione del film abbracciasse quindi anche Ferrara".

Fresco della selezione ottenuta al Festival Visioni Italiane e del successo degli oltre 1.500 spettatori in una sola settimana di proiezione a Bologna, la brillante commedia-documentario di Vendemmiati costringerà alla riflessione anche la città estense: lontano dall'essere "un film di inchiesta o di denuncia", come precisa lo stesso regista, "la pellicola affronta con tono leggero, quasi ironico, una esperienza positiva di lavoro". Vissuta all'interno delle mura di un carcere.

L'esperienza virtuosa è quella della Casa Circondariale "Dozza" di Bologna, nella quale tre aziende hanno istituito una officina metalmeccanica assumendo come operai a tempo indeterminato 13 detenuti del carcere. Si tratta di una officina vera e propria, con tanto "di bilancio in positivo - continua Vendemmiati - e nella quale, dopo le 300 ore di formazione professionale, si producono manufatti altamente tecnologici".

Operai volontari ormai in pensione affiancano i detenuti, sono insegnate le regole del vivere quotidiano, e si conosce la disciplina del lavoro, quello vero, "niente barchette di fiammiferi": si tratta di uno spazio di libertà all'interno del carcere capace di diventare "impresa di transizione - come precisa il Garante dei detenuti Marcello Marighelli riferendosi alla realtà bolognese - verso il mondo al di fuori".

Nella "officina dei detenuti" il lavoro è mezzo per una realizzazione personale altrimenti impensabile, è dignità, e il carcere diventa "ambiente in forma attiva, una cornice di sicurezza - interviene don Bedin - in cui i detenuti sono protagonisti essi stessi del proprio recupero". È questa la realtà che le telecamere dirette da Vendemmiati hanno seguito per otto giorni, da lunedì a lunedì, e che si è tradotta negli 80 minuti di film che la Tomotao doc&film ha poi prodotto: un affondo in un'oasi in cui il tempo dell'ozio non esiste più, in uno spazio-tempo che trova significato nei ritmi di lavoro.

Al di là delle condizioni materiali, la realtà carceraria riscontra infatti il problema principale nella costrizione psicologica di quanti "scontano una pena giusta sì, ma sono annichiliti - interviene l'assessore Sapigni - nel non far niente": la realtà ferrarese conta 304 detenuti ai quali sono offerte diverse attività, ma manca una logica di incremento delle stesse per la "assenza totale - sottolinea il Garante Marighelli - di progetti di edilizia carceraria".

E se la proiezione che di "Meno male è lunedì" sarà fatta in carcere sottoporrà il regista "ad uno stress emotivo - confessa lo stesso Vendemmiati - notevole, e già mi immagino le prime obiezioni", quella serale, dedicata alla città, ha la precisa vocazione della responsabilità condivisa: invogliare aziende ed enti a proporsi per ri-proporre la felice esperienza della Dozza, e favorire il fiorire di risposte in merito alle tematiche del lavoro in carcere. L'entrata ad offerta libera è un primo passo in questa direzione: il ricavato sarà devoluto infatti per sostenere la Associazione Viale K nella costruzione di un piccolo orto che sia curato da quanti, oggi, aspettano di uscire dalla Casa Circondariale ferrarese.