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di Beppe Severgnini

Corriere della Sera, 6 marzo 2022

La guerra vicina ha un odore anche più intenso, che somiglia a quello della paura collettiva. Un sentimento più vicino all’ansia che al panico, ma non meno insidioso. La guerra ha un odore. La guerra vicina, un odore più intenso. Somiglia a quello della paura collettiva, che abbiamo imparato a riconoscere durante la pandemia. Un sentimento più vicino all’ansia che al panico, ma non meno insidioso. Quando si teme qualcosa tutti insieme, invece di aiutarsi a vicenda, ci si spaventa di più.

Ci sono mestieri che aiutano. Come medici e infermieri durante il Covid, noi giornalisti dobbiamo raccontare, mostrare, spiegare, provare a prevedere. I colleghi in Ucraina e in Russia più di tutti, ma anche gli altri. Come vigili del fuoco durante un incendio, abbiamo qualcosa da fare: meglio che stare fermi ad aspettare. Possiamo anche suggerire come gestire l’incertezza che respiriamo? Possiamo provarci.

Il primo consiglio è semplice. Aiutate, se potete. Fa bene e fa star bene. Gli ucraini - in patria e in fuga - hanno bisogno di noi. Anche molti russi, vittime di un despota.

Il secondo consiglio può sembrare ovvio, non lo è: informatevi, ma scegliete fonti affidabili. Un buon giornale e un buon programma televisivo sono una garanzia; un cattivo giornale e una trasmissione piena di incompetenti esagitati diventano generatori d’ansia.

Terzo consiglio: dosate le informazioni in entrata. Aggiornarsi sulla guerra è doveroso; farlo per quattordici ore al giorno è deleterio. Peggio: controproducente. Il cervello inghiotte e perde la capacità di digerire.

Quarto consiglio: parlate della guerra con moderazione, sui social, in famiglia e con gli amici. Tacere e pensare non è ignavia: è una forma di saggezza. Gli allarmisti non se ne rendono conto, ma vogliono essere rassicurati. Il post isterico o il tweet catastrofista sono, in fondo, richieste di aiuto. Anche i bastian contrari cronici - colpa della Nato! colpa dell’Europa! - sono quasi sempre persone spaventate, che nelle loro teorie bislacche cercano conforto e attenzione. Si sono allenati per anni denigrando l’Unione Europea, applaudendo Trump, negando il Covid; e continuano.

Il consiglio finale ha un padre nobile, che non cito: ignorate i consigli precedenti, se ne avete di migliori. E condivideteli con noi. Il profumo della comprensione tiene lontano l’odore della guerra.