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di Antonio Massari e Valeria Pacelli

Il Fatto Quotidiano, 4 aprile 2025

Una rivolta dei carcerati per rispondere alla nuova Circolare del Dap che ha ripristinato la chiusura delle celle dei detenuti in regime di Alta sicurezza. S.D.L., palermitano, all’indomani della stretta, dal padiglione “blu” del carcere di Sulmona, lancia l’avvertimento. O almeno questo scrive un agente della Polizia penitenziaria che, in una relazione “riservata” inviata agli uffici del Dap, riporta le reazioni di alcuni detenuti. Dal resoconto dell’agente emerge che S.D.L. gli dice: “Appuntato, perché vi state accanendo con questa chiusura delle carceri? Così facendo voi fate scoppiare le rivolte in tutte le carceri. Lo sapete che negli istituti ci sono i telefonini e se vogliamo ci mettiamo d’accordo in un attimo e in contemporanea facciamo in modo che in tutte le carceri d’Italia scoppiano le rivolte contemporaneamente”.

L’agente stava controllando che le celle fossero chiuse “e non accostate, come spesso si verifica” quando S.D.L., prima di tornare a giocare a carte con il compagno di cella, commenta: “Lo Stato, se continua così, vuole fare scoppiare le rivolte”. E questo, a detta dello stesso agente, non sarebbe un caso isolato. Al suo comandante di Reparto l’agente deposita un’altra relazione di servizio. Classificata come “riservata urgente”, ha come oggetto “Gravi esternazioni proferite da alcuni detenuti” e porta la data del 29 marzo scorso. In questo caso si fa riferimento a un attacco ad Andrea Delmastro Delle Vedove.

È lo stesso sottosegretario alla giustizia che, alla presentazione di una nuova auto per il trasporto di detenuti al regime di alta sicurezza, finì nelle polemiche per aver utilizzato l’infelice espressione: “Non lasciamo respirare chi è dietro quel vetro”. Polemiche che lo hanno travolto di nuovo, di recente, stavolta per gli attriti con il Quirinale sulla nomina del futuro capo del Dap, poltrona da tre mesi vacante.

A parlare di Delmastro, secondo la relazione di servizio, è D.P., classe 1990, napoletano “appartenente alla Camorra - clan Ascione-Papale” condannato per associazione mafiosa con fine pena nel 2027. Anche stavolta l’agente stava controllando che le celle fossero chiuse quando, passando davanti al reparto denominato “Oro”, D.P. gli dice: “Appuntato questo governo di destra si sta accanendo con la chiusura dei detenuti, e in particolare questo Delmastro, pezzo di m***a bastardo, deve venire lui qua, deve saltare in aria, io vi schifo a voi e a tutte le divise”.

Il giorno prima, il 28 marzo scorso, l’agente dice di aver sentito qualcosa di simile, ma in un altro padiglione e da altri carcerati. Si trovava nella sezione 1A del padiglione “blu”, verso le 15.30, quando, davanti alla stanza numero 20 sentiva C.P. - “appartenente alla camorra” e in carcere per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio - esclamare: “Appuntato vi piace proprio chiuderci, da quando ci sta questo c***o di governo di destra, ci state opprimendo”.

Addirittura, a detta dell’agente, C.P. si lascia andare a valutazioni sulla politica internazionale con comparazioni tra gli ultimi governi italiani: “Giorgia Meloni si è fatta la grande fino a poco fa e adesso l***a le p***e a Trump. Fino a quando c’era il governo di sinistra eravamo tutti aperti e facevamo quello che volevamo. E poi secondo lei appuntato questa estate come faremo a stare chiusi, con il caldo? Sicuramente scoppierà una guerra”. Il compagno di cella, G.M. gli fa eco: “Il sistema penitenziario è fallito da anni e adesso avete intenzione di ripristinarlo? Non ce la farete mai, le carceri sono troppo vecchie e non a norma”.