ansa.it, 15 marzo 2020
Una sezione in ogni carcere dedicata ai malati e ai casi sospetti di coronavirus, dove sia garantito l'isolamento. Il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Francesco Basentini interviene con una nuova Circolare per fronteggiare l'emergenza Coronavirus nelle carceri con raccomandazioni a Provveditori e direttori degli istituti penitenziari.
La circolare prevede che i detenuti in arrivo, i cosiddetti nuovi giunti siano sottoposti a triage prima dell'ingresso. E in caso di necessità vadano isolati "in apposita sezione già individuata dalla Direzione" di ogni carcere: devono stare in camera singola, "con servizi igienici a uso esclusivo". In tali sezioni gli operatori penitenziari devono essere muniti dei necessari dispositivi: mascherine Ffp2 guanti e visiera. Dispenser con soluzioni disinfettanti devono essere presenti "in numero adeguato", prima dell'ingresso queste sezioni. In caso di necessità di ricovero per caso sospetto di Sars-CoV2, il medico penitenziario provvederà ad informare il Direttore dell'istituto.
Per quanto riguarda i detenuti già presenti in istituto, chi tra loro presenta sintomi compatibili con il Coronavirus, dovrà essere visitato dal medico presso la camera di pernottamento e non in infermeria. I suoi compagni di cella e gli altri reclusi con cui sia entrato in contatto saranno sottoposti ad accertamenti e controlli.
Il tampone sarà fatto solo se necessario da personale medico o infermieristico dell'Azienda sanitaria competente, che valuterà in caso di positività se far restare il detenuto in carcere "in isolamento sanitario all'interno dell'istituto nei locali dedicati" o richiedere il ricovero in ospedale. In caso di negatività al tampone, il detenuto resterà in isolamento sanitario sino alla data definita dalle autorità sanitarie. Sono comunque vietati i contatti diretti con detenuti in isolamento sanitario: possibili solo quelli protetti (separazione completa di ambienti con vetrate e ingressi differenti) e da remoto. Gli ambienti con detenuti sospetti o contagiati dovranno essere puliti almeno una volta al giorno.
Agenti restino in servizio anche se avuto contatti con sospetti
Acquisire termo-scanner, cioè gli strumenti elettronici per la misurazione della febbre, o, comunque, prendere contatti con le Aziende Sanitarie Locali perché venga eseguito un monitoraggio su tutto il personale che fa ingresso nelle carceri. È la raccomandazione che il capo Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Francesco Basentini rivolge a provveditori e direttori delle carceri.
Ai direttori in particolare chiede anche di "favorire in ogni modo" l'utilizzo di mascherine e guanti da parte del personale di polizia penitenziaria, assicurando che l'Amministrazione "sta impiegando ogni sforzo possibile per riuscire ad ottenere, soprattutto attraverso la collaborazione della Protezione Civile, la disponibilità dei Dispositivi di protezione individuale, allo scopo di tutelare l'incolumità del personale nell'espletamento delle attività e dei servizi".
La circolare prescrive anche che il personale della polizia penitenziaria che svolge le sue funzioni presso le carceri debba continuare a prestare servizio anche nel caso in cui abbia avuto contatti con persone contagiate o che si sospetti siano state contagiate, in quanto "operatori pubblici essenziali", e nell'ottica di "garantire nell'ambito del contesto emergenziale, l'operatività delle attività degli istituti penitenziari" e quindi di "salvaguardare l'ordine e la sicurezza pubblica collettiva". Chi ha avuto contatti con contagiati o sospetti va però esonerato dai servizi operativi in sezione a contatto con la popolazione detenuta e dai servizi di traduzione.
E, se presenta sintomi simili all'influenza o febbre, deve astenersi dall'ingresso in carcere. Se ciò dovesse accadere durante il servizio, il personale di Polizia Penitenziaria dovrà immediatamente munirsi di mascherina chirurgica, lasciare l'istituto, avvertire il proprio medico curante e l'autorità sanitaria.










