di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 11 agosto 2024
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento: “Arriveremo a una quadra come sempre, separare le carriere è nel programma”. Uscito dalla maratona pre-pausa festiva, il ministro per i Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, garantisce che né giustizia né politica estera né nomine Rai o riforme turberanno il governo Meloni: “Noi su tutto troveremo la quadratura del cerchio come sempre. Dalla sinistra non prendiamo lezioni. E sono diplomatico”.
Ministro Ciriani, la giustizia è ancora una volta terreno di scontro. Su quel tema tanti governi sono andati in crisi...
“Non è il nostro caso. Anche sul decreto carceri abbiamo trovato una sintesi senza troppe difficoltà e nonostante le sensibilità diverse. La riforma della giustizia, inclusa la separazione delle carriere su cui c’è una proposta depositata, fa parte del programma. È una necessità del Paese”.
L’abuso d’ufficio è stato appena cancellato: non esponete i cittadini ai soprusi di amministratori e funzionari disonesti?
“I cittadini al contrario avranno benefici da quella abrogazione. Potranno contare su sindaci per bene che amministrano la cosa pubblica con più serenità, senza rischiare la gogna da innocenti, per qualsiasi denuncia”.
E se l’Europa aprisse una procedura di infrazione?
“Non credo: il corpus giuridico mantiene molte norme per perseguire attività contrarie all’interesse dell’amministrazione pubblica. L’abuso d’ufficio, per com’era scritto, creava solo problemi”.
Un prossimo passo annunciato dal ministro Nordio riguarda la limitazione del ricorso alla custodia cautelare: su questo anche il suo partito, FdI, ha delle perplessità.
“Prima di procedere se ne parlerà con il ministro e all’interno della maggioranza. C’è un’ipotesi, una sensibilità innescata dalla vicenda Toti, ma non ci sono testi scritti. Valuteremo bene, con prudenza, senza particolare urgenza”.
Nordio da Meloni mentre la Camera discuteva il decreto carceri non è stato uno sgarbo verso il parlamento?
“Cerco di fare sempre il sindacalista del parlamento presso il governo. Ma quella riunione non voleva essere uno sgarbo. Poi il ministro è venuto spesso in Aula per dare informative e sono certo non si sottrarrà mai al parlamento”.
Gli ultimi giorni per le Camere sono stati un tour de force impressionante: dieci decreti da convertire in un mese non sono troppi?
“Certo, il ricorso frequente ai decreti è una stortura, ma non di ora: se ne discute da decenni. C’erano dieci decreti su materie tutte importanti e non rinviabili. È vero, è stato un superlavoro senza precedenti che ci ha fatto piantare le tende in parlamento per due mesi, grazie alla disponibilità di gruppi parlamentari, presidenti di commissione. Io ho cercato di fare il mio: arrivare alla conversione ma sempre con attenzione alle istanze delle opposizioni. Il sentiero era stretto”.
Sugli attacchi ucraini in Russia, il ministro alla Difesa Crosetto ha manifestato perplessità. È una crepa nella linea del governo di sostegno senza riserve a Zelensky?
“Escludo che la linea del governo possa cambiare. La Russia è l’invasore, l’Ucraina l’aggredito che ha diritto e tenta disperatamente di difendersi. Quello che avviene, avviene perché la Russia due anni fa ha invaso l’Ucraina. Abbiamo mandato armi con sistemi difensivi che hanno salvato vite innocenti. Non va mai perso di vista”.
Al rientro vi attendono altri banchi di prova per la tenuta del governo, come le nomine Rai e l’iter delle riforme su premierato e autonomia. L’opposizione fa muro.
“Abbiamo cercato un dialogo sulla forma di governo rinunciando al presidenzialismo per il premierato, ma non c’è stato verso. Le opposizioni una controproposta non ce l’hanno. Ma gli elettori ci hanno votato per cambiare l’Italia. Sull’autonomia ci attaccano ma la legge Calderoli esiste perché è stata fatta la riforma Prodi nel 2001. È chiaro che la loro è una obiezione strumentale, ipocrita, contraddittoria”.
Però anche in Forza Italia ci sono dei ripensamenti...
“Capisco le perplessità, ma basta spiegare bene la norma per risolverle: l’autonomia differenziata non toglie nulla a nessuno e aggiunge qualcosa a chi lo vuole. Farà breccia anche tra gli italiani”.
Le opposizioni in queste battaglie si stanno ricompattando nel campo largo...
“Ci provano, ma è un’alleanza tra diversi. Li abbiamo già affrontati e sconfitti”.










