di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 6 ottobre 2024
Insulti dalla Lega, Salvini si scusa. Striscioni e cori contro il leader forzista dai giovani leghisti riuniti a Pontida Gli azzurri insorgono, il capo del Carroccio corre ai ripari: “Sono 4-5 scemi, Antonio è amico e alleato”. Dopo mesi di annunci e conferme, nel pieno delle tensioni tra Forza Italia e Lega e insieme delle rassicurazioni sull’unità del centrodestra, Antonio Tajani scioglie le riserve e presenta lo “Ius Italiae”. Deciso a non votare il referendum delle opposizioni sulla cittadinanza, considerato una “provocazione”, dopo aver respinto il tentativo del leader di Azione Calenda di riformare la legge con un emendamento al ddl Sicurezza, il vicepremier azzurro presenta un testo che offre la possibilità di diventare italiano se “ti sei formato da italiano”, dopo 10 anni di scuola.
Gli alleati, che avevano dissuaso con determinazione il ministro degli Esteri, evitano polemiche, ma la protesta sale dalla base leghista riunita a Pontida, dove i giovani del Carroccio innalzano striscioni e insultano il leader di FI. Ma per Tajani è il momento di mettere le carte in tavola. “Come avevamo promesso abbiamo lavorato intensamente per dare nuove regole per l’acquisizione della cittadinanza italiana. Non si tratta di regole permissive, non servono in nessun modo a favorire l’immigrazione illegale nel nostro Paese ma sono regole che puntano su serietà e diritti”, dice a Milano per la giornata per l’economia il leader azzurro. “La società cambia e il centrodestra non può essere oscurantista”, insiste Tajani, che rimarca il ruolo nonché il peso dell’area centrista della coalizione guidata da Meloni.
E allora ecco il passo avanti rispetto alla Bossi-Fini: “Noi diciamo che per essere italiani bisogna conoscere l’italiano, la storia italiana, la geografia, la Costituzione e l’educazione civica. Ecco perché diciamo nella nostra proposta dello Ius Italia e che dopo dieci anni di scuola dell’obbligo condotta con profitto, puoi diventare cittadino italiano”. Dunque, recita il testo di FI, “lo straniero nato in Italia o lo straniero che arriva in Italia entro il compimento del quinto anno di età, che risiede ininterrottamente per dieci anni in Italia e frequenta e supera le classi della scuola dell’obbligo, 5 anni di elementari, 3 anni di medie, 2 di superiori, può ottenere la cittadinanza italiana, a 16 anni”.
E “finché è minorenne la richiesta deve essere fatta da un genitore” o “il ragazzo potrà chiedere la cittadinanza al compimento del diciottesimo anno”. Giro di vite, invece, sullo Ius sanguinis: per diventare italiani per discendenza non si potrà andare oltre i bisnonni. Un testo che ora Tajani vuole sottoporre agli alleati, pur conoscendone la contrarietà. Ma ieri il capogruppo di FdI Tommaso Foti ha minimizzato. Ogni gruppo è libero di presentare “ovviamente le proprie proposte di legge. Ci si confronterà, le si leggeranno e si vedranno se ci sono punti di convergenza”.
Nessuna “fibrillazione”, assicura il presidente dei deputati di FdI. Di certo la forte opposizione di Salvini alle aperture dell’alleato sortisce effetti in quel di Pontida, dove -attesa del raduno dei leader sovranisti di oggi - ieri è stata la volta dei giovani del partito. In attesa del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, per il quale la priorità è “integrare gli stranieri” nelle classi, viene esposto lo striscione “Ius Scholae in vista, Tajani scafista”, accompagnato da cori volgari nei confronti del leader di FI.
Per il partito di Tajani è troppo e parte la richiesta di scuse dal segretario Salvini. Scuse che non si fanno attendere: “Chiedo scusa a nome loro. Sono 4-5 scemi. Tajani è un amico e un alleato”, dice il leader leghista. Per Taj ani può bastare. “Anche per me ogni alleato è un amico”. Ma le divergenze restano. E le opposizioni non apprezzano: il Pd mette in chiaro le sue posizioni, che partono dallo Ius culturae; il segretario di +Europa Riccardo Magi parla di “presa in giro” di FI, “un grande bluff che peggiora la situazione attuale”, dunque “avanti col referendum”.










