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di Rosella Redaelli

Corriere della Sera, 15 maggio 2024

Dal Presidente Mattarella che invita non solo a conoscere la Costituzione ma a “difenderla e amarla”, fino al giovanissimo Diego che dice di studiare per “diventare una brava persona”: Milano Civil Week e il ritratto di una “cittadinanza attiva” che spinge all’ottimismo. Nella Milano che non si ferma, tra i turisti che affollano piazza Duomo con il cellulare in una mano e il naso all’insù a cercare la Madonnina, tra chi corre ad un appuntamento di lavoro e chi si dedica allo shopping, c’è una fila ordinata che attende di entrare in palazzo Giureconsulti. Uomini, donne, ragazzi, sono venuti per l’inaugurazione di Milano Civil Week. Via dei Mercanti è punteggiata dai cartelloni colorati che riportano il testo di alcuni degli articoli della Costituzione. Invitano a rallentare il passo, fermarsi, leggere, riflettere.

Si entra e l’attesa è tutta per il Presidente Sergio Mattarella che si collega dal palazzo del Quirinale. Silenzio. Si ascoltano le parole del Presidente che mai come ora è persona capace di unire un Paese troppo diviso. Si rivolge ai giovani, a Beatrice, albina e autistica che lavora da PizzAut , a Diego che studia al liceo per “diventare una brava persona”, a Mery che vuole dare più voce ai ragazzi. Mattarella li invita non solo a conoscere la Costituzione, ma ad “amarla e difenderla”. Nelle sue parole riecheggiano quelle che Piero Calamandrei, padre costituente, rivolse ai giovani milanesi nel 1955. Sembrano scritte oggi.

“La Costituzione siamo noi”, è stato il tema della Civil Week di quest’anno. Riguarda tutti perché la Costituzione parla a ognuno di noi. Lo studio, la cultura, l’uguaglianza, il diritto alla salute, alla giustizia, la libertà di stampa, il lavoro, la parità di genere, l’istruzione sono i mattoni per costruire una società che vorrei meno social, ma più sociale. Giornalisti, fotografi, tecnici, seguono l’evento passando da una sala all’altra. Per raggiungere la sala stampa al primo piano si incrociano i ritratti che raccontano la forza delle donne che hanno superato una malattia oncologia. Anche qui si respira un clima di sorellanza e non è retorica.

All’ultimo evento a sorpresa c’è Fiorello che racconta come onore e dignità siano valori che lui ha imparato in famiglia. Da suo padre. Ci viene da pensare quanto può fare la famiglia, primo nucleo della società, per crescere brave persone. Ultimo articolo. Si chiude il pc, ci si immerge nella folla. Ancora di corsa, verso la metropolitana. Ma la bellezza del Duomo di Milano illuminato dalla luce della sera è ancora capace di emozionare. Possiamo rimanere ottimisti.