civonline.it, 17 settembre 2026
L’iniziativa dell’assessorato ai Servizi sociali e del Garante dei detenuti Corrado Lancia con la Croce Rossa. Nei kit tuta, biancheria, accappatoio, maglietta e ciabatte. Un kit con il necessario per affrontare i primi giorni in carcere destinato ai detenuti appena arrivati e privi di disponibilità economica. Martedì 22 settembre l’amministrazione comunale consegnerà alla Casa circondariale di Civitavecchia i kit di prima necessità preparati nell’ambito di un’iniziativa promossa dall’assessorato ai Servizi sociali e dal Garante dei diritti delle persone detenute Corrado Lancia, in collaborazione con il comitato locale della Croce Rossa Italiana.
All’interno di ogni confezione ci saranno una tuta, biancheria intima, un accappatoio, una maglietta e un paio di ciabatte: beni essenziali destinati a chi fa ingresso nell’istituto senza avere con sé quanto necessario e senza possibilità economiche per procurarselo immediatamente.
“Con questa consegna ci occupiamo di un bisogno elementare, nel momento in cui la fragilità è più grande - spiega l’assessora ai Servizi sociali Antonella Maucioni -. Garantire a chi entra in carcere senza mezzi il minimo indispensabile è una questione di dignità, e riguarda la comunità nel suo insieme”. Maucioni ha inoltre ringraziato la Croce Rossa per la collaborazione, citando il presidente del comitato di Civitavecchia Roberto Petteruti, e il Garante Corrado Lancia “per l’impegno costante a fianco delle persone detenute”.
Proprio Lancia sottolinea il significato dell’iniziativa soprattutto nella delicata fase dell’ingresso in carcere. “Chi arriva in carcere privo di tutto vive un momento di particolare vulnerabilità, in cui anche gli oggetti più semplici assumono un valore che va oltre il loro uso - afferma -. Consegnare questi kit è un piccolo gesto per riconoscere che la dignità della persona non si sospende alle porte dell’istituto”. Un intervento semplice, quindi, ma pensato per rispondere a una necessità immediata dei nuovi ingressi più fragili. “È un segno di attenzione - conclude il Garante - che accompagna il lavoro quotidiano di chi opera perché la pena resti orientata al reinserimento”.









