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di Pierluigi Battista

huffingtonpost.it, 23 gennaio 2023

Interi volumi delle dimensioni di “Guerra e pace” arrivano ai giornali che per giorni e giorni distilleranno le intercettazioni come capitoli di un grande romanzo. Sono tanti anni che bazzico i giornali e so come funziona la macchina delle pubblicazioni delle intercettazioni. Lo voglio raccontare a chi non lo sa e che magari crede che ancora sia questione di violazione di segreto istruttorio, di carte uscite furtivamente, di manine o manone.

No, è molto peggio. È tutto perfettamente legale e qui sta la perversione e speriamo che il ministro Nordio tanto detestato dai mozzaorecchi (copyright Giuliano Ferrara) vinca questa battaglia a favore del diritto e della civiltà. Allora funziona così. Il magistrato inquirente, quando pubblica l’ordinanza di custodia cautelare, acclude dei documenti che dovrebbero dimostrare la fondatezza di una misura così delicata per la libertà delle persone. La logica vorrebbe che accludesse alcuni documenti essenziali, non l’intero materiale raccolto.

E invece no: per completezza vengono accluse non decine, ma centinaia, talvolta migliaia di intercettazioni che coinvolgono un numero spropositato di non indagati (è nata addirittura la figura para-giuridica molto frequentata dai giornali organi del mozzaorecchismo del “coinvolto”).

Interi volumi delle dimensioni di “Guerra e pace” arrivano ai giornali (in pdf o talvolta in voluminosi faldoni) che per giorni e giorni distilleranno le intercettazioni come capitoli di un grande romanzo dello sputtanamento. In tv hanno provveduto alla recitazione da parte di doppiatori non di prima qualità che recitano un testo attribuito al personaggio di volta in volta illuminato sul teleschermo.

Una nuova forma narrativa perfettamente legale. Una macchina della devastazione delle reputazioni di persone perbene governata da meccanismi oliatissimi e in cui le parole della difesa si disperdono come gocce in un oceano.

Dicono che non è più così, perché una legge ha stabilito eccetera eccetera. Ma in almeno quattro recenti casi che mi vengono in mente (il caso Morisi, il caso dello scontro tra Zaia e Crisanti, il caso Malagò/Lega calcio, il caso Juve/plusvalenze) si nota che purtroppo la macchina divoratrice non è mai sazia. Bisogna fermarla.