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quicomo.it, 16 luglio 2025

Il carcere Bassone di Como si conferma tra i più sovraffollati d’Italia: 424 detenuti stipati in una struttura concepita per ospitarne al massimo 226, con un tasso di affollamento pari al 190%. Una condizione resa ancora più drammatica dalla carenza di personale: solo 4 educatori in servizio, ovvero un educatore ogni 100 reclusi, senza contare la grave carenza di personale medico e agenti di polizia penitenziaria, già sotto organico. Numerosi i detenuti stranieri e definitivi, in una casa circondariale che di fatto funziona come una casa di reclusione, senza però garantirne le strutture e i programmi rieducativi previsti.

La situazione sanitaria e psicologica dei detenuti appare critica: nell’ultimo anno si sono registrati 3 suicidi e circa 30 tentativi sventati. Numeri definiti “molto alti” dalla stessa comandante della struttura e dalla responsabile di Antigone Lombardia, Valeria Verdolini, che invoca un intervento urgente delle istituzioni affinché il carcere torni ad essere un luogo di rieducazione, come previsto dalla Costituzione.

L’avvocato. Marco Maria Donzelli commenta: “le condizioni del carcere di Como violano i più elementari diritti umani e costituiscono una grave emergenza sociale. La detenzione non può tradursi in una tortura moderna: sovraffollamento, carenza di personale e assistenza sanitaria minima sono inaccettabili in uno Stato di diritto. Ciò che emerge dal Bassone impone risposte immediate dalle autorità competenti”. Alla luce di ciò il Codacons fa esposto alla Procura della Repubblica di Como, chiedendo di accertare eventuali responsabilità amministrative e istituzionali nella gestione della struttura e di verificare possibili violazioni dei diritti fondamentali dei detenuti, con riferimento alle condizioni di vita all’interno della casa circondariale.