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di Paola Pioppi

Il Giorno, 17 dicembre 2025

Il progetto, che da anni prosegue all’interno della casa circondariale di Como, è stato reso possibile dal sostegno dell’Ordine degli Avvocati di Como e della Camera Penale di Como e Lecco. Un calendario che custodisce dodici mesi di ricette realizzate dai detenuti del carcere Bassone di Como, facendo i conti con le difficoltà di trovare e utilizzare ingredienti a piacimento e cercando di ottimizzare ciò che producono gli orti interni, da loro stessi coltivati. Cucinare al fresco, progetto che da anni prosegue all’interno della casa circondariale di Como, anche quest’anno è sfociato in un calendario da tavolo, realizzato con il sostegno dell’Ordine degli Avvocati di Como e della Camera Penale di Como e Lecco. Racchiude dodici ricette, realizzate dai detenuti che hanno partecipato alla redazione delle ricette, provandole e trovando la proporzione tra gli ingredienti: Vincenzo, Luca, Max, Livio, Franco, Christian, Cristian, Ardit. Si va dalla vellutata di carote alla sogliola in insalata, le mini parmigiane di carciofi o le pennette alla greca, un rotolo di prosciutto e pollo o il risotto aromatico, per arrivare ai dolci, come le crostatine di mele e limone. “Sono ricette che realizziamo con gli strumenti e gli ingredienti che abbiamo a disposizione - dice Max - di cui siamo molto contenti, sia per il lavoro che ci abbiamo messo, che per il risultato”.

Il commento del Presidente della Camera Penale di Como e Lecco Edoardo Pacia: “Progetti come Cucinare al Fresco rappresentano una speranza in un contesto difficile come quello carcerario. Siamo felici di contribuire a questa iniziativa che, attraverso il cibo, riesce a parlare ai bisogni primari e profondi dell’uomo. Non è solo un calendario, ma un esempio tangibile di come la pena possa tendere alla rieducazione, come prescritto dall’articolo 27 della Costituzione. Il mondo carcerario è afflitto da problematiche enormi: sovraffollamento, insufficienze d’organico, carenze nelle figure di supporto istituzionale. Eppure, è un mondo che richiede attenzione e interventi sistematici. Iniziative come questa dimostrano che è possibile promuovere il reinserimento sociale attraverso il lavoro e la creatività, contrastando l’idea, disumana e miope, del ‘buttare via la chiave’. Cucinare al Fresco è un esempio che dovrebbe essere ampliato, rafforzato e replicato. La nostra speranza - conclude Pacia - è che questo progetto possa ispirare un cambiamento profondo, coinvolgendo sempre più istituzioni, associazioni, volontari e cittadini”.