di Paola Pioppi
Il Giorno, 2 dicembre 2025
Deciso un cambio nella direzione della Casa circondariale di Como. Giro di vite in seguito alle violenze, il ferimento di quattro agenti e un suicidio. Cambio alla direzione della casa circondariale di Como: Roberta Galati, proveniente da Monza dove era vicedirettore, sostituisce Fabrizio Rinaldi, che lascia Como dopo sei anni. La formalizzazione dell’incarico è stata divulgata ieri, assieme al bilancio finale dei trasferimenti di detenuti coinvolti nella rivolta del 13 novembre, finiti in altre strutture penitenziarie: in 44, sono stati mandati a Varese e Monza quella stessa notte, e nei giorni successivi in Piemonte, Campania e Sardegna.
Tra i soggetti identificati come partecipi, c’era anche un nordafricano di 24 anni, che si era tolto la vita dopo qualche giorno. Protesta particolarmente violenta, che aveva causato il ferimento di quattro agenti, uno in modo grave. Al momento, il Bassone di Como ospita 390 carcerati, a fronte di una capienza di 240. Lo sfoltimento di queste ultime settimane è scaturito da motivi disciplinari, dopo aver identificato buona parte dei partecipanti alla rivolta, ma anche dalla necessità di abbassare il numero dei detenuti presenti nell’istituto comasco, da sempre sovraffollato, che negli anni scorsi ha vissuto anche periodi in cui convivevano 600 detenuti. Numeri che si scontrano con un organico di agenti perennemente al di sotto dei numeri previsti sulla carta. Il punto è stato fatto ieri mattina dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, al termine di una visita all’interno della casa circondariale. “Abbiamo deciso di investire in una pianta organica che merita più attenzione - ha detto - con una programmazione che nel 2026 vedrà quello di Como tra gli istituti che otterranno le maggiori risposte non solo in termini di agenti e assistenti ma anche in termini di sovrintendenti e ispettori”.










