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di Roberto Canali


Il Giorno, 13 dicembre 2020

 

Finalmente anche Como avrà un garante dei diritti delle persone detenute, una figura di riferimento che dovrà vigilare sulle condizioni del Bassone tristemente noto per le condizioni di detenzione, con diversi suicidi. Oggi risultano detenute 373 persone a fronte di 240 posti disponibili con un indice di sovraffollamento del 155%, ma nel febbraio scorso le persone dietro le sbarre erano addirittura 442.

A questo va aggiunta la mancanza di organico: a fronte di 236 agenti ritenuti necessari dal Ministero della Giustizia per mandare avanti la struttura, ne risultano assegnati al Bassone solo 174. "Ho perso il conto dei giorni che sono passati dalla presentazione di questa mozione, era il 20 febbraio del 2020, avevo quasi perso le speranze - ha ricordato il consigliere Fulvio Anzaldo. Ho perso il conto dei detenuti che si sono tolti la vita in carcere sia a livello nazionale sia locale. Questo capita anche agli agenti della polizia penitenziaria.

Stiamo parlando di una comunità e quindi il miglioramento delle condizioni di vita per i detenuti non può che creare delle condizioni di vita migliori anche per chi lavora in carcere. Lo scopo di questa mozione è una sensibilizzazione verso le condizioni carcerarie che sono parecchio allarmanti".

Favorevole alla costituzione del garante dei detenuti la maggior parte dei consiglieri di Palazzo Cernezzi, a eccezione della Lega che ha votato contro. Soddisfatto anche il sindaco, Mario Landriscina, che ribadisce l'impegno del Comune a sostegno del Bassone. "La nostra amministrazione sta portando avanti alcuni progetti con la dirigenza carceraria".