Ristretti Orizzonti, 24 gennaio 2015
L'istituto penitenziario Bassone di Como con il Centro Servizi per il Volontariato intende promuovere la partecipazione delle associazioni e dei cittadini perché propongano e realizzino attività dedicate ai detenuti. Per questo le organizzazioni di volontariato, le associazioni e i singoli volontari sono invitati a partecipare ad un incontro di presentazione della proposta mercoledì 4 febbraio 2015 alle ore 18.00 nella sede del Csv in via Col di Lana 5 a Como. Sarà presente Giovanbattista Perricone, responsabile dell'area educativa della struttura detentiva.
La struttura penitenziaria spesso è percepita come entità diversa e separata dal territorio mentre, nel concreto, ne è parte integrante e ne è profondamente correlata. Di più, è altresì uno spaccato della stessa società: la realtà esterna si riverbera all'interno dell'istituto con le stesse problematiche e fatiche. È necessario operare perché la comunità senta come parte di sé anche una verità sociale come quella del Bassone, affinché l'inclusione delle persone a fine pena nel loro ritorno sul territorio sia meno difficoltosa. Il volontariato è l'elemento che può creare questo legame e può costruire un vero e profondo dialogo con la società.
Alcuni volontari operano già all'interno: alcuni si occupano delle prime necessità, altri di offrire accoglienza e ascolto, altri ancora donano spazi trattamentali e occasioni di interesse ricreativo/culturale (per es. corso di inglese, yoga, ballo, spettacoli teatrali, incontri su temi filosofici, ecc.). Queste azioni contribuiscono a vivere meglio e più proficuamente la detenzione: se la sentenza ne dà la ragione, la ricerca del significato e delle possibilità di riscatto personale sono affidate agli interventi rieducativi e alla capacità della persona di costruirsi un percorso utile e positivo.
Moltissimo dipende dalle occasioni che vengono offerte loro ed è in questo ambito che le opportunità proposte dai volontari possono fare la differenza. I volontari possono contribuire ad una visione costruttiva della pena attraverso attività che spaziano dal puro svago, che ha lo straordinario valore di stemperare le tensioni, ad attività rieducativo/formative per porre le basi di una professionalità spendibile in futuro, ad iniziative culturali che aiutano la riflessione su se stessi e la propria vita.
Le associazioni e le organizzazioni che già svolgono nella loro attività ordinaria azioni di formazione, svago, sport o percorsi culturali possono declinarle nella dimensione dell'Istituto detentivo di Como: è una sfida ma anche una grande possibilità per sviluppare e far crescere la propria mission.
Quale che sia l'attività proposta, i detenuti - anche attraverso i volontari - ricominciano ad entrare in relazione con il mondo aldilà delle sbarre, respirano "l'aria del territorio", si concentrano su un tema e spesso riempiono il vuoto della solitudine carceraria che interrompe i legami, toglie autonomia e lascia spesso nell'incertezza del futuro. Da un punto di vista economico, inoltre, il volontariato consente di avviare per i detenuti attività che l'istituto, altrimenti, non sempre è in grado economicamente di offrire.
Inoltre, il valore di una nuova e costruttiva relazione con persone che con gratuità si rendono disponibili, non è certamente quantificabile in termini economici ed è sicuramente insostituibile. L'esperienza insegna che quando un istituto è isola, corpo a sé stante, le sue difficoltà vengono comunque riversate su quello stesso territorio che lo ha escluso. Se invece le attività e le azioni finalizzate all'inclusione funzionano, le persone al termine della loro condanna riescono a gestire al meglio la loro nuova vita sociale.
Chiedere il coinvolgimento dei volontari e in particolare delle organizzazioni e associazioni aiuta a rendere più consapevole anche la cittadinanza della necessità di rendersi accogliente. Nell'incontro previsto per il 14 gennaio al Csv si cercherà di costruire percorsi e proposte efficaci: sarà l'occasione per comprendere le necessità dell'Istituto, i bisogni e i vincoli del contesto e, nel contempo, cominciare a immaginare quali risorse le organizzazioni e associazione del territorio posso offrire. L'invito è aperto a tutti: prenotazioni al numero 031.301800 e via email a











