di Paola Pioppi
Il Giorno, 15 novembre 2025
Una trentina di detenuti sfollati in altre carceri o in procinto di essere allontanati dal Bassone, sette agenti contusi, uno dei quali con una prognosi di 30 giorni, e danni incalcolabili alle due sezioni coinvolte nella rivolta scoppiata giovedì pomeriggio all’interno del carcere comasco. La ricostruzione della violenta protesta è ancora in corso da parte degli agenti di Polizia penitenziaria, con una difficoltà oggettiva: una delle prime azioni dei detenuti, è stata spaccare le telecamere posizionate all’interno delle sezioni. In particolare, la 1^ e la 4^, in cui sono concentrati i soggetti più difficili da gestire, che si trovano una sopra all’altra.
Nel frattempo, è stato dichiarato fuori pericolo il detenuto straniero di 24 anni portato in ospedale con una sospetta lesione alla schiena, e anche chiarito il suo ruolo: sarebbe stato lui ad aggredire e ferire al volto l’agente che ha rimediato la prognosi più importante, a causa della frattura del setto nasale, nel tentativo di sottrargli le chiavi. Sarebbe però stato bloccato da altri detenuti: alla rivolta hanno infatti partecipato solo i nordafricani, che pare si fossero già organizzati per fare un assalto in contemporanea nelle due sezioni.
Bloccato dagli altri detenuti, il ventiquattrenne ha cercato di scappare infilandosi tra le sbarre di una porta di accesso alla sezione, dove è rimasto incastrato fino all’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno tagliato le barre di ferro. A quel punto, ha detto che aveva perso la sensibilità alle gambe, ma la sua situazione si è poi rivelata non grave. Nel frattempo, gli altri detenuti maghrebini stavano spaccando vetri e suppellettili, allagando i pavimenti, bruciando un materasso e distruggendo ogni cosa gli capitasse a tiro, mentre gli agenti presenti in sezione si mettevano al sicuro su una scala interna.
Una rivolta sedata in serata, quando gli agenti di penitenziaria del Bassone e del Gio, il Gruppo di intervento operativo, arrivati da Milano e da Roma, sono entrati con gli scudi, facendo arretrare tutti nelle celle. Nel frattempo i rappresentanti sindacali hanno espresso solidarietà ai colleghi, e apprezzamento per il lavoro svolto. “Chiediamo all’Amministrazione penitenziaria urgenti interventi sull’istituto attraverso l’allontanamento di almeno cento ristretti e la ristrutturazione delle parti dell’istituto danneggiate” dice Giovanni Savignano della Cisl Fns.









