di Federica Pacella
Il Giorno, 11 novembre 2022
L’arte esce dal carcere e invade l’atrio del Palazzo di Giustizia di Como, con le opere di Giovanni Marelli. Fino al 19 novembre rimarranno esposti i quadri, espressione di un’arte a cui l’artista si è avvicinato anche durante gli anni di detenzione, quando si è avvicinato alla poesia e poi alla pittura.
A Como sono approdate circa trenta opere, molte delle quali riprodotte in litografie messe a disposizione del pubblico per raccogliere donazioni a favore dell’Associazione di promozione sociale “Cisonoanchio”, che si occupa di accoglienza e di reinserimento nel mondo del lavoro di persone che si trovano in condizioni svantaggiate, tra cui ex detenuti, portando avanti attività anche legate alla cultura. Giovanni Marelli, 71 anni, canturino, un passato nella Milano della moda e dei locali di tendenza negli anni Ottanta, ma anche nell’arte degli anni Novanta, prima che la sua vita prendesse altre direzioni, espone opere in cui la gamma di colori rappresenta una sua interpretazione della cromoterapia, alla ricerca di equilibrio e armonia. Colori definiti “medicina”, con le varie tonalità del blu, che corrispondono alla profondità dell’essere, o i gialli che danno energia, intervallati da passaggi delle sue poesie. La mostra può essere visitata negli orari di apertura del Tribunale. Pa.Pi.










