primacomo.it, 11 dicembre 2020
Dalla prossima settimana in libreria l'ultimo numero nato dal progetto di Arianna Augustoni.. Natale 2020: sotto l'albero solo regali solidali. Arriva martedì prossimo in libreria Cucinare al Fresco Christmas Edition, 118 pagine di puro gusto, con ricette proposte e scritte dai detenuti e dalle detenute delle carceri italiane. Sponsor di questa pubblicazione natalizia, il Rotary Club Como.
"Abbiamo aderito con grande entusiasmo questa iniziativa editoriale a sostegno dei progetti a favore dei detenuti delle nostre Case Circondariali - spiega il presidente del Rotary Club Como, Alberto Grandi - una raccolta di ricette frutto di un incontro fra culture e nazionalità, sperimentazioni e tradizioni che trasforma la quotidiana abitudine della preparazione del pasto in un momento stimolante, creativo e perché no anche ludico. È uno strumento che avvicina chi sta fuori a chi sta dentro, facendo conoscere realtà e persone attraverso un tema che coinvolge quotidianamente ognuno di noi: il cibo".
Nato tre anni fa al carcere del Bassone, Cucinare al fresco è una testata giornalistica condivisa nelle carceri di tutto il Paese. Un progetto di volontariato, coordinato da Arianna Augustoni insieme ad Alessandro Tommasi e Giuseppe Bevilacqua per la parte grafica. Filippo Guatelli per la parte video, Dario Consonni e Nicolò Augustoni per quella social, oltre a numerosi volontari che, di volta in volta, sostengono l'iniziativa.
Ricettari semplici, ma spassosi, profumati e, soprattutto pieni di umanità perché ogni piatto viene pensato e studiato dai redattori che fanno proposte utilizzando ingredienti e strumenti a loro disposizione. Ancora una volta il cibo unisce, riempie i cuori, porta a realizzare qualcosa di buono. Una speranza, una consapevolezza, ma soprattutto, una sfida, un volersi rimettere in gioco e raccontare, attraverso il cibo, esperienze e ricordi.
Una sperimentazione che in molti hanno definito vincente perché mette a sistema i detenuti e le detenute che, attraverso le proprie esperienze, si rimettono in gioco e chiedono di portare la loro voce all'esterno. Un'iniziativa positiva perché questo percorso tiene conto di un elemento fondamentale: la riabilitazione. È una riabilitazione sociale per ovviare ai rischi dell'inezia che nuoce a tutti.
"I rischi dell'inattività in carcere sono una costante e rappresentano un grave male per la popolazione carceraria - spiega Arianna Augustoni - Rimanere nell'inattività, aspettando che il tempo passi senza scopo, senza avere uno scopo non permette di riflettere sulla propria vita, su se stessi e sulle situazioni che hanno portato la persona stessa a vivere nell'illegalità o a essere incarcerato. Oziare significa solo aggravare la situazione in cui vivono i detenuti, non aiuta certo a migliorarsi". Partendo da questa riflessione al carcere di Como è nata l'idea che ha permesso ad alcuni gruppi di detenuti di impegnarsi per realizzare un prodotto editoriale che è riuscito a mettere in collegamento la vita dei reclusi con quella della società esterna. Una sperimentazione che ha colto nel segno diventando un progetto esportato in tutta Italia. L'iniziativa infatti è approdata nelle carceri milanesi di Bollate e Opera, Varese, Sondrio, Perugia, Alba, Pavia, Monza, Locri e Vibo Valentia.











