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di Anna Campaniello

Corriere della Sera, 14 novembre 2025

Rivolta nel carcere Bassone. A tarda serata di giovedì, il bilancio: feriti due agenti della polizia penitenziaria e un detenuto. In una giornata ad alta, davvero alta tensione. Iniziata presto. Di mattina, con un tentativo di evasione. Nelle ore successive, nel rapido volgere, un agente sarebbe stato costretto a rifugiarsi in un box in quanto assediato e “tenuto in ostaggio”, secondo quanto ricostruito, mentre nell’istituto penitenziario dilagava la protesta. Per riportare la calma è stato necessario l’invio di una decina di mezzi di rinforzo da Milano.

Al Bassone sono 440 i detenuti, ovvero il doppio della capienza massima prevista. Una situazione di disagio cronica. Gli episodi di tensione e anche di violenza sono quotidiani, ripetono le sigle sindacali. Giovedì a far esplodere il caos sarebbe stato un tentativo di evasione, in ogni modo presto bloccato grazie al veloce ed esperto intervento della polizia penitenziaria.

La situazione però nelle ore successive è degenerata. Un agente sarebbe stato tenuto in ostaggio, mentre decine di altri detenuti, sull’onda emotiva, avrebbero fatto scoppiare disordini. Nelle fasi più concitate, due guardie sono rimaste ferite, in modo lieve. Soccorsi, gli agenti sono stati trasferiti all’ospedale di Cantù. Gravi invece le condizioni di un detenuto di 24 anni che sarebbe rimasto schiacciato dalle sbarre ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Monza.

Per la criticità della protesta, era stata dichiarata la maxi emergenza. Al Bassone sono state inviate 9 ambulanze e 4 mezzi di soccorso avanzato. Come capitato di rado, nonostante, come premesso, un perenne quadro critico affligga il Bassone, peraltro uno degli istituti storici d’Italia. Presenti in forza carabinieri, agenti della polizia e militari della guardia di finanza. Un poderoso cordone intorno al penitenziario. Dove soltanto in serata la rivolta è stata sedata, anche se la tensione è rimasta forte ed è stato mantenuto il presidio delle forze dell’ordine.

“Tutto si è risolto in tempi brevissimi grazie al tempestivo ed efficace intervento del personale del corpo di polizia penitenziaria. Tutto il personale è in sicurezza e l’istituto è pienamente operativo”, intanto comunicava, verso sera, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Poco cambia. Nel senso che “quanto successo era prevedibile perché il problema è a monte — ha detto il segretario per la Lombardia della Uilpa polizia penitenziaria, Domenico Benemia. Servono più uomini e una gestione diversa delle risorse a livello regionale”. Il segretario generale del Sappe Donato Capece ha giudicato “la condotta dei detenuti irresponsabile e gravissima. Sono quotidiane le nostre denunce con le quali evidenziamo che le carceri in Lombardia sono ad alta tensione. Auspichiamo interventi urgenti”. Nei giorni scorsi si erano già verificati problemi, con un materasso dato alle fiamme e tre agenti picchiati e costretti a ricorrere alle cure in ospedale.