di Sara Scarafia
La Repubblica, 17 luglio 2022
La scrittrice e insegnante di liceo Viola Ardone: “Avevo il sogno di tornare in classe a settembre con la legge sulla cittadinanza dei ragazzi già approvata”.
Viola Ardone, scrittrice e insegnante di italiano e latino al liceo, aveva un sogno: tornare in classe, a settembre, con lo Ius scholae già legge, la riforma che dà la cittadinanza italiana ai 280mila ragazzi e ragazze che non sono nati in Italia ma hanno studiato nelle scuole del Paese. Adesso che il governo rischia di cadere, è preoccupata: “L’affermazione dei diritti è ancora più importante in tempo di guerra. Ci troviamo di fronte a una crisi inopportuna nei tempi e nei modi”.
Si è fatta un’idea di quello che sta succedendo?
“Probabilmente M5S stava cercando di portare avanti una minima strategia per recuperare consenso dopo la scissione di Luigi Di Maio, ma non credo con l’intento di scatenare questo terremoto. Solo che la situazione è sfuggita di mano di fronte all’intransigenza di Draghi”.
Capisce la posizione del premier?
“È abituato a sedere nei consigli di amministrazione e nei cda quando non hai più il sostegno degli azionisti ti dimetti”.
E quella di Conte?
“Sicuramente il Movimento attraversa una profonda crisi identitaria, una conseguenza di anni di governi di unità nazionale dove tutti stanno con tutti. Ma in un momento come quello che stiamo vivendo, gli strappi vanno evitati. Arrivare alla scadenza naturale, peraltro prevista a breve, sarebbe stata la soluzione più giusta”.
Ius scholae. E poi? Quali sono le altre priorità?
“Mi soffermo sui diritti perché credo che nel bel mezzo di un conflitto nel cuore dell’Europa, siano ancora più necessari: la gente si sposta, il Paese accoglie. La guerra, poi, impoverisce: tra le priorità ci sono gli aiuti alle famiglie”.
La crisi rischia di travolgere pure il Piano nazionale di ripresa e resilienza: lei vive a Napoli, cosa significherebbe per il Sud?
“Un disastro. Il Meridione vive enormi difficoltà infrastrutturali, nelle politiche per l’infanzia, nella gestione dei servizi. La buona volontà degli amministratori, penso al sindaco Gaetano Manfredi, non basta: servono progetti e risorse. I fondi del Pnrr servivano anche per realizzare nuovi asili: al Sud più che altrove, le donne devono ancora scegliere tra il lavoro e i figli”.
Cosa pensa dell’ironia della Russia sul governo?
“Il fronte europeista anti-Putin si indebolisce facendo il gioco di Mosca. Ci voleva più responsabilità”.
Cosa accadrà mercoledì in Parlamento?
“Non lo so. Registro l’impegno del presidente Mattarella che si sta facendo di nuovo carico di questa complessità, ma nuove combinazioni non mi sembrano possibili: sono già state tentate tutte. Se Conte confermasse la fiducia, resterebbe comunque un precedente che ha indebolito”.
La crisi incrina anche l’asse giallorossa.
“Il Pd soffre di strabismo politico: cioè che era uno adesso è due. Penso che anche i dem abbiano bisogno di fare chiarezza. Ma, ripeto, la priorità al momento era quella di portare a termine il mandato, completare le riforme in corso. C’è la guerra, c’è la pandemia, la crisi energetica”.
Se fosse in classe come spiegherebbe la crisi ai suoi alunni?
“Mi dispiace che, dopo il Papeete, stia accadendo di nuovo d’estate. Con gli studenti leggiamo i giornali per difendere il principio che la democrazia è complicata ma che vale sempre la pena di difenderla. In questo caso parlerei con loro di quanto è importante studiare la storia. Tacito diceva sine ire et studio: bisogna osservare, cercare di capire.










