sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Il Dubbio, 17 agosto 2026

Il ministro risponde a Calenda e Scalfarotto: nessun elemento oggettivo prova la diffusione anticipata delle tracce. Gli atti restano alla Procura. Non sono emersi, almeno finora, elementi oggettivi capaci di dimostrare che le tracce del concorso per 450 posti di magistrato ordinario siano state diffuse prima delle prove o che la procedura sia stata alterata. È la posizione espressa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio nelle risposte scritte alle interrogazioni presentate al Senato da Carlo Calenda, segretario di Azione, e da Ivan Scalfarotto, esponente di Italia viva-Casa riformista. Il Guardasigilli assicura che le prove, svoltesi il 24, 25 e 26 giugno 2026 alla Fiera di Roma, si sono tenute “nel rispetto delle regole e delle garanzie previste dall’ordinamento”. La conclusione del ministero non chiude, tuttavia, tutti gli accertamenti. Gli atti relativi alle segnalazioni formulate dai candidati sono stati trasmessi alla Procura di Roma, mentre Nordio precisa che ogni eventuale nuovo elemento dovrà essere approfondito nelle sedi competenti.

I sospetti sulle tracce di diritto penale - Le interrogazioni ricostruiscono gli episodi che hanno alimentato i dubbi sulla regolarità della selezione. Secondo quanto riferito da alcuni candidati e ripreso dagli organi d’informazione, il 24 giugno, durante la prova di diritto civile, sulla cattedra utilizzata dalla commissione per la consultazione di codici e dizionari sarebbero stati notati alcuni fogli con riferimenti ad argomenti di diritto penale. I temi indicati erano la devastazione, il saccheggio e la bancarotta. Nella serata precedente la prova di penale, secondo le segnalazioni, sarebbero inoltre circolate in alcune chat WhatsApp indiscrezioni sugli stessi argomenti. Il giorno seguente, la traccia estratta per la prova di diritto penale riguardò proprio la bancarotta fraudolenta. Tra quelle predisposte dalla commissione ma non sorteggiate figurava invece una questione relativa ai reati di devastazione e saccheggio. La corrispondenza tra le indiscrezioni riferite e gli argomenti elaborati dalla commissione ha fatto nascere il sospetto di una possibile diffusione anticipata. Allo stato, però, il ministero afferma di non avere acquisito riscontri oggettivi in grado di dimostrare la fuga di notizie.

Calenda: “Anomalie da chiarire” - Nella propria interrogazione Calenda ricorda che, durante la terza giornata di prove, un gruppo di candidati chiese che le presunte anomalie fossero messe a verbale. Il presidente della commissione decise quindi di trasmettere la documentazione alla Procura di Roma. Nel frattempo, alcuni partecipanti hanno preannunciato ricorsi davanti al Tar del Lazio. Le circostanze sono state riportate anche nell’interrogazione di Scalfarotto, che ha chiesto al ministro di chiarire se quanto accaduto possa avere compromesso l’imparzialità e la trasparenza della procedura. Le interrogazioni documentano dunque l’esistenza delle segnalazioni e la loro trasmissione all’autorità giudiziaria, ma non provano da sole che le tracce siano state effettivamente conosciute in anticipo da uno o più candidati.

Nordio: “Mere voci prive di immediato riscontro” - Secondo la ricostruzione fornita dal Guardasigilli, la commissione esaminatrice ha rispettato le modalità organizzative stabilite, adottando le misure di sicurezza e riservatezza previste dalla normativa e dalla prassi. “Quanto agli episodi verificatisi nel corso della terza giornata, le dichiarazioni raccolte facevano riferimento a notizie prive di immediato riscontro e riferite come mere voci o informazioni indirette”, afferma Nordio. La mancanza di riscontri immediati non ha impedito alla commissione di trasmettere gli atti alla magistratura. “In considerazione della rilevanza delle circostanze rappresentate e della necessità di assicurare il massimo livello di trasparenza, il presidente della commissione ha disposto l’immediata trasmissione degli atti alla competente autorità giudiziaria affinché fossero svolti tutti gli approfondimenti ritenuti necessari”. Le operazioni concorsuali sono intanto proseguite e si sono concluse regolarmente. 

L’ingresso prorogato nella seconda giornata - Nordio interviene anche sulla proroga dell’orario d’ingresso disposta durante la seconda giornata. La decisione fu assunta a causa dei disservizi sulla rete ferroviaria e delle difficoltà della viabilità cittadina, che avevano rallentato l’arrivo di numerosi partecipanti alla Fiera di Roma. Il presidente della commissione autorizzò eccezionalmente l’accesso oltre l’orario inizialmente previsto. Secondo il ministro, la misura era diretta a garantire la partecipazione dei candidati rimasti bloccati e a salvaguardare la parità di trattamento tra tutti i concorrenti. La proroga, pertanto, non viene considerata dal ministero un’anomalia suscettibile di incidere sulla regolarità delle prove.

Le verifiche disposte dal ministero - Nordio riferisce di avere esercitato i poteri di alta sorveglianza attribuiti al ministro della Giustizia, chiedendo informazioni specifiche al presidente della commissione esaminatrice. “Alla luce delle verifiche finora effettuate, non risultano anomalie suscettibili di incidere sulla regolarità del concorso”, sostiene il Guardasigilli. La formula utilizzata resta prudenziale. Il ministro parla di conclusioni raggiunte “allo stato” e lascia impregiudicati gli esiti degli approfondimenti della Procura e di eventuali giudizi amministrativi. “Ogni eventuale ulteriore elemento che dovesse emergere sarà oggetto dei necessari approfondimenti nelle sedi istituzionalmente competenti, nel pieno rispetto delle attribuzioni dell’autorità giudiziaria e degli organismi di autogoverno della magistratura”, precisa Nordio.

Il caso della commissione senza amministrativisti - Scalfarotto ha sollevato anche una questione relativa alla composizione della commissione d’esame. Secondo il senatore, il collegio sarebbe formato da venti magistrati ordinari, cinque docenti universitari non specialisti di diritto amministrativo e tre avvocati anch’essi privi di una specifica qualificazione amministrativistica. Nella commissione, sostiene l’esponente di Italia viva, non siederebbe quindi alcun esperto strutturale della materia, nonostante il diritto amministrativo costituisca una delle tre prove scritte del concorso. Nordio replica che, al momento, non emergono elementi capaci di incidere sulla legittimità della procedura. Il ministro ricorda inoltre che la disciplina della composizione della commissione e le relative designazioni rientrano nelle prerogative del Consiglio superiore della magistratura.