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di Luca De Vito


La Repubblica, 10 dicembre 2021

 

Sull'attentato nella Repubblica democratica del Congo dello scorso febbraio i dubbi dell'eurodeputato dem: "Va capito il ruolo di chi doveva garantire la sicurezza del convoglio per conto delle Nazioni Unite". Serve più chiarezza per assicurare verità e giustizia alla storia di Luca Attanasio, soprattutto da parte delle Nazioni Unite.

È un intervento duro quello dell'europarlamentare Pierfrancesco Majorino (Pd) che arriva all'indomani dell'annuncio di un incontro programmato tra il sindaco Beppe Sala e la famiglia dell'ambasciatore ucciso nella Repubblica Democratica del Congo lo scorso 22 febbraio, deciso dopo la mancata candidatura di Luca Attanasio per un ambrogino alla memoria. Una lettera in cui si evidenziano lacune e rischi per l'indagine che sta cercando di far luce sull'agguato che ha portato alla morte di Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell'autista Mustapha Milambo.

"Quell'accadimento, un agguato terribile ad un convoglio del Pam (il Programma Alimentare delle Nazioni Unite), va rimesso al centro dell'attenzione delle istituzioni coinvolte - tutte, senza distinzioni - scrive Majorino - Lo esige il bisogno di verità che circonda l'episodio e lo esige la necessità di non cancellare le storie delle vittime. Di Luca Attanasio, persona che esibiva poco quel che di prezioso faceva e donava alla collettività, abbiamo saputo alcune cose importanti nei giorni successivi alla morte. I racconti di molti ci hanno restituito l'immagine di un servitore dello Stato attento e sensibile".

Il sospetto è che ci siano ritardi e ostacoli nella ricostruzione della verità di cui si sta occupando la procura di Roma. "Non può infatti sfuggire a nessuno che di quel che è avvenuto nella zona di Kibumba, in quelle terre tanto instabili e pericolose, si debba ricostruire una verità totale e soddisfacente. In tal senso preoccupano non poco le difficoltà che starebbe incontrando da tempo il Ros per effettuare indagini sul posto, come allarmano alcuni silenzi che sembrerebbero arrivare proprio da settori delle Nazioni Unite. In particolare colpisce la sensazione di opacità che parrebbe trapelare rispetto alla posizione di Mansour Rwagaza, attualmente presente nel registro degli indagati e responsabile della sicurezza dello stesso convoglio per conto del Pam, un ente da cui si deve pretendere la massima collaborazione". Per Majorino "l'opera della magistratura va aiutata e sostenuta e nessuno può permettersi il lusso di girarsi dall'altra parte, sia in Italia che in Europa o ritenere di poter scaricare incredibilmente proprio sullo stesso Attanasio eventuali responsabilità. Lo si deve alla memoria di chi ha perso la vita e a chi non ha smesso di piangerlo".