di Niccolò Carratelli
La Stampa, 13 gennaio 2025
Ultime trattative per eleggere i quattro nomi già domani. Due potrebbero essere donne. FdI indica Marini, per le opposizioni quasi certo Luciani. Stavolta si chiude. Su questo Giorgia Meloni ed Elly Schlein sono d’accordo. Domani pomeriggio, salvo ulteriori colpi di scena, verranno eletti quattro nuovi giudici della Corte costituzionale. In modo che lunedì prossimo, nella seduta convocata (e appositamente rinviata) per discutere dell’ammissibilità di una serie di referendum tra cui autonomia differenziata, jobs act e cittadinanza, la Consulta sia al completo con 15 membri. Le trattative sulla composizione della quaterna andranno avanti fino a domani mattina (oggi previste riunioni sia nel centrodestra che nel centrosinistra) ma lo schema di base è confermato.
Due giudici indicati dalla maggioranza, uno dall’opposizione e uno dal profilo tecnico e istituzionale. Per quanto riguarda i primi due, c’è una certezza e un’incognita. Fratelli d’Italia ha da tempo scelto Francesco Saverio Marini, consulente giuridico a Palazzo Chigi, trai “padri” della riforma del premierato. L’altro nome lo farà Forza Italia, visto che la Lega ha già “in quota” il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli. Gli azzurri devono superare il derby interno tra avvocati: il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto e il senatore Pierantonio Zanettin, entrambi aspiranti al seggio costituzionale. Alla fine, Antonio Tajani tirerà fuori un altro nome “esterno”.
Una donna, a quanto pare, e tra i nomi più quotati c’è quello di Gabriella Palmieri Sandulli, avvocato generale dello Stato, in carica dall’agosto 2019 (governo Conte). E nuora dell’ex presidente della Consulta e senatore Dc Aldo Mazzini Sandulli. Un nome inserito anche nella rosa in cui pescare il giudice tecnico, dove tiene la candidatura di Valeria Mastroiacovo, segretaria centrale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci).
Non è nemmeno escluso che, alla fine, possano farcela entrambe o che, comunque, si arrivi all’elezione di due donne, visto che in lizza ci sono altre costituzionaliste come Lorenza Violini e Giuditta Brunelli. Per quanto riguarda il posto riservato alle opposizioni, infatti, sembra ormai favorito Massimo Luciani, accademico dei Lincei, tra i più stimati costituzionalisti italiani. Dal Nazareno smentiscono che ci sia stato una spaccatura interna al partito e che la segretaria Schlein si sia vista costretta a rinunciare a quello che era il suo candidato preferito, cioè Andrea Pertici, membro della Direzione Pd.
Di certo, Luciani ha un profilo in grado di riscuotere un gradimento più trasversale, anche tra i renziani e in casa M5s. In ambienti dem glissano sulle voci (uscite dalle parti di FdI) di un tentativo sotterraneo da parte dei 5 stelle di inserirsi nelle trattative, approfittando delle presunte divisioni nel Pd, per spingere un proprio candidato, cioè Michele Ainis. “C’è un coordinamento tra le opposizioni, a nessuno conviene farlo saltare”, dicono fonti parlamentari dem.










