sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Luca Rondi

altreconomia.it, 25 agosto 2025

Ritarda il piano del ministero della Giustizia. A metà agosto la centrale di committenza Invitalia ha revocato il bando da oltre 32 milioni di euro per la costruzione di 16 moduli prefabbricati che sarebbero dovuti essere pronti entro la fine del 2025. Nuovi approfondimenti negli otto istituti coinvolti hanno fatto lievitare i costi per un importo totale di 45,6 milioni di euro. Più di 118mila per ogni posto. Mentre il sovraffollamento continua ad aggravarsi, il nuovo termine per le offerte è il 25 settembre.

La gara d’appalto per la costruzione dei moduli detentivi prefabbricati voluti dal ministero della Giustizia per ridurre il sovraffollamento carcerario è da rifare. A cinque mesi dalla pubblicazione del bando la centrale di committenza Invitalia, l’agenzia nazionale di proprietà del ministero dell’Economia, ha dovuto infatti revocare a metà agosto il bando per un aumento nella stima dei costi che lievitano da 32 a 45,6 milioni di euro a base d’asta, ovvero 118.814 per ognuno dei 384 posti previsti nei 16 container.

Un’altra tegola per il Commissario straordinario Marco Doglio che a fine luglio, dopo mesi di attesa, aveva ottenuto il via libera dal Consiglio dei ministri per il nuovo piano di edilizia penitenziaria descrivendolo come “concreto e attuabile in tempi brevissimi”. L’8 agosto è stato lo stesso Doglio a dover interrompere l’appalto da 32 milioni di euro per la realizzazione dei prefabbricati, sul modello di quelli installati a Gjadër, nella struttura prevista dall’accordo sui migranti tra Italia e Albania.

Il bando è stato pubblicato da Invitalia il 21 marzo di quest’anno con tre differenti lotti per otto istituti penitenziari suddivisi per area geografica (Nord, Centro Nord, Centro-Sud) e tempi strettissimi per la definizione della procedura. Al 10 aprile, data di scadenza per la trasmissione dei documenti, ben sette aziende avevano inviato le loro offerte: tutto filava liscio, secondo i tempi dettati dal bando che prevedeva l’entrata in funzione dei moduli per la fine del 2025.

Il 18 aprile, però, la Corte dei Conti bacchetta il ministero della Giustizia: nella relazione “Infrastrutture e digitalizzazione: piano carceri” l’organo di controllo evidenzia con riferimento all’edilizia penitenziaria una “diffusa e generalizzata dilatazione dei tempi di realizzazione degli interventi” con un “frequente disallineamento tra velocità di attuazione dell’intervento e velocità di mutamento delle esigenze detentive dell’Istituto interessato”. Insomma, l’intervento necessario si modifica a progettazione già in corso e questo crea ritardi e diverse problematiche. Tra le cause -scrive la Corte- ci sarebbe anche la “mancanza del necessario coordinamento o quanto meno della tempestiva comunicazione delle variazioni esigenziali da parte della direzione dell’Istituto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”.

Per questo motivo Doglio ferma l’esame delle offerte delle partecipanti e chiede a Invitalia e al Dap di svolgere “approfondimenti integrativi” nelle carceri in cui è prevista l’installazione dei moduli. Siamo al 6 giugno quando la stazione appaltante invia al Commissario i risultati dell’istruttoria da cui emerge “una variazione in aumento dei quadri economici riferiti ai lavori necessari”. Tutto si ferma, nuovamente, per due mesi fino all’8 agosto, giorno in cui Doglio comunica a Invitalia che “le risultanze degli approfondimenti eseguiti impediscono di proseguire la procedura di gara”. L’iter è da rifare da capo, con l’Agenzia che revoca l’appalto il 12 agosto e pochi giorni dopo pubblica quello nuovo con alcuni elementi di novità.

L’importo infatti è lievitato a 45,6 milioni di euro, oltre 13 milioni in più rispetto a quelli iniziali con un costo per posto pari (al massimo) a 118.814 euro. Nel nuovo appalto vengono indicati come “prioritari” il carcere di Opera a Milano, quelli di Biella, Reggio Emilia, Frosinone e Palmi mentre non prioritari Alba, Voghera e Agrigento. Tra i documenti disponibili sul sito di Invitalia non è indicata una stima per la consegna dei lavori. Nel precedente bando si parlava di 240 giorni, circa otto mesi che a questo punto non partiranno prima di metà ottobre: la scadenza per la presentazione delle offerte è infatti per il 25 settembre. Sei mesi dopo il primo appalto pubblicato da Invitalia.

Al 16 agosto, intanto, i detenuti erano 62.840 a fronte di 46.709 posti effettivamente disponibili e a Torino il Tribunale di sorveglianza ha concesso i domiciliari a un detenuto di 47 anni presso il Lorusso Cutugno sottolineando come “il quadro di sovraffollamento impone una riflessione sulla necessità di mantenere in carcere soggetti con serie patologie”. I suicidi a metà agosto sono invece già 55.