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di Grazia Longo


La Stampa, 9 febbraio 2021

 

La sofferenza di chi, come Camilla, viene derisa, umiliata e bullizzata perché porta un busto ortopedico. Il dolore di Emma che viene esposta al mondo perché ha avuto l'ingenuità di inviare alcuni video hot al fidanzato. La frustrazione di Mirco che, seppur pentito, deve affrontare un processo perché ha violato l'intimità di Camilla diffondendo i suoi video amatoriali hard.

Sono solo alcune delle storie vere raccontate nel libro "#cuoriconnessi. Cyberbullismo, bullismo e storie di vite online. Tu da che parte stai?" una nuova raccolta di scampoli di vita che seppur diversi per dinamiche, culture e territori, sono uniti da un comune denominatore: il rapporto dei giovani con la tecnologia e la rete.

E oggi, a partire dalle 10, se ne parlerà nell'iniziativa promossa dalla Polizia di Stato e Unieuro. Si tratta di una diretta streaming sul sito poliziadistato.it, cuoriconnessi.it ed anche sul canale ufficiale YouTube della Polizia di Stato, per #cuoriconnessi, un grande evento digitale in occasione del Safer Internet Day, giornata mondiale per la sicurezza in rete.

Parteciperanno alla diretta più di 3 mila scuole di tutta Italia e oltre 200 mila studenti: l'incontro è dedicato ai ragazzi del terzo anno delle scuole secondarie di primo grado e agli studenti della 1° e 2° classe delle scuole secondarie di secondo grado. La partecipazione sarà consentita attraverso una piattaforma dedicata.

All'evento, moderato dal giornalista Luca Pagliari, interverranno il Capo della Polizia-direttore generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli, il Capo Dipartimento per le Risorse umane, finanziarie e strumentali del Miur Giovanna Boda, l'Amministratore Delegato di Unieuro Giancarlo Nicosanti e il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle comunicazioni Nunzia Ciardi.

#cuoriconnessi è un'iniziativa di sensibilizzazione sui temi del bullismo e del cyberbullismo, nata nel 2016 e realizzata da Unieuro in collaborazione con la Polizia. Le attività di #cuoriconnessi sono rivolte alle scuole italiane secondarie di primo e secondo grado e da sempre coinvolgono gli studenti con l'aiuto di insegnanti e genitori.

Il progetto è veicolato attraverso incontri con i ragazzi presso i teatri di tutta Italia, un canale YouTube dedicato, un sito web informativo, un libro in versione cartacea e digitale con racconti di storie vere vissute dai ragazzi e dalle loro famiglie. Il progetto ha raggiunto oltre 30 mila ragazzi nei teatri e nel 2020 il primo libro è stato distribuito gratuitamente in 200 mila copie cartacee e oltre 70 mila copie digitali.

I reati online contro i minori nell'ultimo anno sono aumentati in modo esponenziale. Complice il lockdown dovuto all'emergenza Covid e l'isolamento forzato dei ragazzi, lontani anche dalla scuola. Ecco quindi nel 2020 una crescita del 77%, rispetto al 2019, di casi trattati di vittimizzazione dei minori per reati quali la pedopornografia, l'adescamento, il cyberbullismo, la sextortion, le truffe online, furto di identità digitale, (2379 casi trattati nel 2019 contro i 4208 trattati nel 2020).

E in particolare si registra un incremento del 132% dei casi di pedopornografia online (intesa come la produzione, la diffusione, la detenzione e la commercializzazione di immagini di violenza sessuale su minori, condivise su spazi web, anche anonimizzati), e la crescita del 90% in relazione alle persone indagate (i casi trattati nel 2019 sono 1396, mentre quelli trattati nel 2020 sono 3243; le persone indagate nel 2019 sono 663 mentre nel 2020 sono 1261).

Si alza anche il numero delle giovani vittime di adescamento online nella fascia di età sotto i 10 anni: nel 2018 i casi denunciato erano stati 14 casi denunciati, 26 casi nel 2019 e ben 41 nel 2020.

Non a caso, anche un fenomeno come quello della sextortion "l'estorsione sessuale conseguente ad uno scambio di immagini sessualmente esplicite", che sino a pochi anni fa riguardava principalmente adulti o comunque minori che frequentassero le scuole superiori (quindi oltre i quattordici anni), ha fatto registrare un deciso abbassamento in relazione alla fascia di età delle vittime: 14 casi nella fascia d'età 0-13 anni (a fronte dei 2 del 2019); ulteriore elemento di riflessione deve essere il fatto che di questi 14 casi 4 riguardano minori nella fascia d'età 0-9 anni, categoria il cui numero di vittime fino allo scorso anno era pari a zero.

Sui rischi che si corrono nel web incominciano a maturare consapevolezza anche i ragazzini. Da un sondaggio emerge infatti che il 55% degli adolescenti è favorevole a un patentino per l'uso sicuro dei social e della Rete. La ricerca è stata condotta per la Polizia di Stato da Generazioni Connesse - il Safer Internet Center Italiano, coordinato dal ministero dell'Istruzione - curata da Skuola.net, Università degli Studi di Firenze e Sapienza Università di Roma. Fra i 2.475 adolescenti delle scuole secondarie che hanno risposto al questionario circa 1 su 4 ritiene, inoltre, che la patente per il web dovrebbe essere persino obbligatoria, al pari di quella per guidare l'automobile o il motorino. Un'esigenza ancora più sentita nella fascia 11-13 anni, dove quasi 1 su 3 a schierarsi in favore di questa soluzione. Sottolineando come una porzione non trascurabile di nativi digitali è consapevole della necessità di formarsi adeguatamente prima di entrare in Rete in sicurezza.

Inoltre per il 40,5% la quota d'ingresso ai social media dovrebbe essere fissata a 14 anni, il 14,5% aspetterebbe anche fino ai 16 anni.

La direttrice del Dipartimento di Polizia postale del Piemonte e della Valle D'Aosta, Fabiola Silvestri, ribadisce "l'importanza del ruolo dei genitori che devono puntare molto al dialogo con i propri figli. I minori, peraltro, vanno monitorai: i genitori devono diventare i primi follower dei ragazzi per sondare le insidie della Rete. Il lockdown purtroppo ha peggiorato molto la situazione e non si deve assolutamente abbassare la guardia. Oltre che agli uffici della polizia territoriali, ci si può rivolgere online a www.commissariatodips.ti".