sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

ansa.it, 20 aprile 2026

Sbriglia: “Ritirare bozza decreto, non si svuota figura del Direttore”. Il dibattito sulla gestione del sistema carcerario italiano si accende dopo le recenti posizioni espresse dai dirigenti penitenziari in merito alle nuove proposte governative. Il Coordinamento che riunisce i vertici amministrativi degli istituti di pena ha manifestato una profonda preoccupazione nei confronti di una bozza di decreto che, se approvata, rischierebbe di alterare profondamente gli equilibri interni alle strutture detentive. La critica principale, mossa attraverso le dichiarazioni di Sbriglia, punta il dito contro quello che viene definito un eccessivo securitarismo. La richiesta rivolta alle istituzioni è netta: è necessario ritirare la bozza del decreto per evitare che la figura del Direttore venga privata delle sue funzioni centrali e della sua autonomia gestionale.

Secondo i rappresentanti della categoria, il testo normativo attuale non risponde alle reali necessità di un sistema già messo a dura prova da carenze strutturali e sovraffollamento. L’allarme del Coordinamento sulla bozza di decreto - L’analisi condotta dai dirigenti penitenziari evidenzia come le nuove disposizioni possano portare a uno svuotamento del ruolo dirigenziale a favore di una logica puramente repressiva. La figura del Direttore, storicamente intesa come garante dell’equilibrio tra la sicurezza interna e l’attuazione del mandato costituzionale della rieducazione, verrebbe marginalizzata. Il Coordinamento sottolinea che una visione focalizzata esclusivamente sul controllo rischia di generare ulteriori tensioni all’interno degli istituti, rendendo più difficile il lavoro di mediazione quotidiana.

Secondo Sbriglia, la bozza di decreto attualmente in esame non tiene conto della complessità della macchina penitenziaria. Il timore è che un approccio basato sul securitarismo possa tradursi in una gestione burocratica e punitiva, ignorando l’importanza dei percorsi trattamentali e del dialogo tra le diverse componenti che operano nelle carceri, dal personale di polizia penitenziaria agli operatori sociali.

La tutela della figura del Direttore e la gestione carceraria - La salvaguardia delle competenze del Direttore è considerata un requisito imprescindibile per garantire la legalità e l’efficacia del sistema penitenziario. I dirigenti penitenziari ribadiscono che la responsabilità di un istituto non può essere frammentata o ridotta a una semplice funzione di sorveglianza. La gestione di un carcere richiede una visione d’insieme che solo una direzione forte e autonoma può garantire, bilanciando le esigenze di ordine con il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti.

In conclusione, la richiesta di ritiro del provvedimento si configura come un appello alla ragionevolezza. Il sistema carcerario necessita di riforme che potenzino le risorse umane e materiali, piuttosto che di interventi che rischiano di indebolire le figure apicali. La critica al securitarismo proposta dal Coordinamento non è una negazione della sicurezza, ma un richiamo alla necessità di non smarrire la funzione sociale e costituzionale della pena.