ansa.it, 19 marzo 2020
Il dl sulle carceri va cambiato. Per ragioni opposte lo chiedono sia chi come la Lega, lo vede come un indulto mascherato, sia tutto il fronte più impegnato sulle carceri (Radicali, Unione delle Camere penali, Antigone), che giudica le misure "inefficaci" e rischiose perché non riusciranno a frenare i contagi tra i detenuti.
Insoddisfazione anche tra le organizzazioni della polizia penitenziaria: il dl farà uscire solo duemila detenuti, non risolvendo l'emergenza, accusa il sindacato Spp. Mentre il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, continua a difendere le misure ma chiede che sia data "ampia possibilità" di accedervi a tutti quelli che ne hanno i requisiti.
In prima fila nella mobilitazione perché il decreto sia modificato ci sono i penalisti, che parlano di "scelte irresponsabili e ciniche" da parte della maggioranza, visto che le detenzioni domiciliari per chi deve scontare meno di 18 mesi di pena residua sono "condizionate" - a differenza delle iniziali bozze - a braccialetti elettronici "che non esistono e che nessuno vuole acquistare".
Le misure previste "sono evidentemente insufficienti per rispondere alle esigenze di estrema gravità e urgenza che la situazione richiederebbe" accusa a sua volta Antigone, che per garantire salute e vita di detenuti e personale della polizia penitenziaria chiede "di liberare le carceri di almeno altre diecimila persone", avvertendo che altrimenti le carceri diventeranno "una bomba sanitaria". I Radicali definiscono il decreto Bonafede "non solo inefficace ma pericoloso: da una parte si impone ai cittadini di rispettare alcune regole sanitarie, in carcere li si costringe a violarle".
Sul fronte opposto la Lega. "È inaccettabile lo svuota- carceri" tuona il leader Matteo Salvini, che chiede di cambiare nel suo insieme il decreto Cura Italia. Difende il provvedimento la presidente pentastellata della Commissione Giustizia della Camera, Francesca Businarolo, che accusa invece gli ex alleati di "cinismo intollerabile" visto che diffondono "notizie false" sull'uscita dal carcere di spacciatori, rapinatori e truffatori.
Di fronte alla situazione gravissima delle carceri "le norme del decreto 'cura Italia' sono un primo passo ma certamente insufficiente", riconosce Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd, ma la Lega sbaglia: "se non vogliamo trovarci a gestire una tragedia sanitaria e di ordine pubblico nelle carceri dobbiamo diminuire il numero di detenuti".
Intanto sono saliti a 120 gli istituti penitenziari presso i quali è stata installata una tensostruttura per le attività di triage a beneficio di detenuti e personale. Sinora sono dieci i detenuti positivi al Coronavirus. A Milano un detenuto, affetto da una grave patologia, è stato scarcerato e posto ai domiciliari per i "rischi connessi all'emergenza sanitaria" del Coronavirus, che possono aggravare la sua malattia. Nelle carceri il clima resta teso. Il Garante per i detenuti fa sapere che con le Procure e con visite negli istituti sta verificando la veridicità di "casi di ritorsione" nei confronti dei detenuti che hanno partecipato alle proteste dei giorni scorsi.










