calabrianews24.com, 7 maggio 2026
Presentato il volume nato dal laboratorio creativo del progetto “Libri che camminano” promosso dal Comune di Cosenza. Nella casa circondariale di Cosenza è stato presentato il libro “Controluce, racconti dal carcere”, volume nato dai laboratori di scrittura creativa e autobiografica realizzati all’interno dell’istituto penitenziario nell’ambito del progetto “Libri che camminano”. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Cosenza grazie al finanziamento del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura, dopo il riconoscimento della città come Città che legge. Il progetto è stato sviluppato dall’associazione LiberaMente su impulso dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso e della consigliera delegata alla Cultura Antonietta Cozza. Il libro raccoglie racconti, prose e poesie scritte dai detenuti di alta e media sicurezza, molti dei quali stranieri, che attraverso la scrittura hanno intrapreso un percorso personale di introspezione e riflessione.
Franz Caruso “La cultura rompe l’isolamento e apre possibilità” - Nell’introduzione al volume, il sindaco Franz Caruso ha sottolineato il valore sociale e umano del progetto, definendo la cultura uno strumento capace di ascoltare, includere e abbattere l’isolamento. Secondo il primo cittadino, il carcere rappresenta un luogo troppo spesso dimenticato, ma pieno di storie sospese e desideri inespressi. Attraverso il progetto “Libri che camminano”, il Comune ha voluto portare parole, libri e occasioni di crescita in uno spazio chiuso per definizione, trasformando la scrittura in un’occasione di liberazione interiore. Caruso, impossibilitato a partecipare all’evento per impegni istituzionali, è stato rappresentato dalla vicesindaca Maria Locanto, che ha evidenziato l’importanza di promuovere percorsi culturali nei luoghi della marginalità e della sofferenza.
Il valore della scrittura nel percorso di riabilitazione - Alla presentazione hanno preso parte anche il prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano, la direttrice della casa circondariale Roberta Toscano e il presidente dell’associazione LiberaMente Francesco Cosentini. Nel corso degli interventi è stato ribadito come la scrittura possa diventare uno strumento fondamentale di riabilitazione sociale, capace di aiutare le persone detenute a confrontarsi con sé stesse e a costruire nuovi percorsi di consapevolezza. La manifestazione, coordinata da Antonietta Cozza, ha visto protagonisti anche gli stessi detenuti che, guidati dal regista Adolfo Adamo, hanno interpretato i testi contenuti nel libro, trasformando parole e racconti in un momento di intensa partecipazione emotiva.









