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di Anna Russo

Gazzetta del Sud, 4 agosto 2026

L’uomo, detenuto nel carcere di Rossano, è deceduto all’ospedale di Cosenza. I familiari chiedono di accertare eventuali ritardi o negligenze nelle cure. Un rapido peggioramento delle condizioni di salute, il trasferimento d’urgenza in ospedale e una morte arrivata nel giro di pochi giorni. Attorno al decesso di Antonio Solferino, 58 anni, detenuto nella casa circondariale di Rossano, si concentrano ora gli accertamenti della Procura della Repubblica di Cosenza, chiamata a verificare se il percorso assistenziale ricevuto dall’uomo sia stato adeguato o se vi siano state eventuali omissioni o ritardi che possano aver inciso sull’esito della vicenda.

La magistratura cosentina ha avviato un’inchiesta dopo l’esposto presentato dai familiari del detenuto. L’obiettivo è ricostruire con precisione quanto accaduto nelle settimane e nei giorni precedenti al decesso, verificando ogni fase dell’assistenza sanitaria prestata all’interno dell’istituto penitenziario e durante il successivo ricovero. Antonio Solferino è morto nei giorni scorsi all’ospedale “Annunziata” di Cosenza, dove era stato trasferito a seguito di un improvviso aggravamento delle sue condizioni cliniche. Secondo quanto riferito dai familiari, l’evoluzione della malattia sarebbe stata estremamente rapida e avrebbe portato al decesso in maniera del tutto inattesa.

Con l’esposto depositato in Procura, i parenti chiedono che vengano approfondite tutte le circostanze che hanno preceduto la morte del cinquantottenne. In particolare, gli investigatori dovranno accertare se vi siano state eventuali negligenze sanitarie, ritardi diagnostici o terapeutici oppure se l’assistenza prestata sia stata conforme ai protocolli previsti. L’attività investigativa consentirà di acquisire la documentazione clinica, le cartelle sanitarie e ogni altro elemento utile a ricostruire il decorso della patologia e le decisioni adottate dal personale sanitario coinvolto. Antonio Solferino stava scontando nel carcere di Rossano la pena per l’omicidio della moglie, delitto risalente al 2008. La sua posizione detentiva, tuttavia, è distinta dall’accertamento avviato dalla Procura, che riguarda esclusivamente le cause del decesso e la verifica dell’eventuale correttezza dell’assistenza sanitaria ricevuta. L’inchiesta dovrà ora chiarire se la morte sia stata determinata esclusivamente dall’evoluzione della patologia oppure se vi siano eventuali responsabilità riconducibili alla gestione clinica del caso.